“Intervista” Alemanno: «È un´esagerazione ma ne terremo conto»

15/04/2002


 
Pagina 12 – Economia
 
IL GOVERNO
 
Il ministro Alemanno: va ripreso il dialogo
 
"E´ un´esagerazione ma ne terremo conto"
 
 
 
"Serve un forte impegno di Palazzo Chigi e ognuno dovrà fare la propria parte"
"Prima di pensare alle riforme, Berlusconi doveva mantenere le promesse"
 
LUISA GRION

ROMA – Un´esagerazione, ma bisognerà tenerne conto. Per Gianni Alemanno, ministro delle Politiche Agrarie esponente della «destra sociale» di An, lo sciopero generale di martedì è «eccessivo». «La modifica chiesta dall´articolo 18 – dice – non tocca i diritti acquisiti. La reazione del sindacato, dunque, mi sembra esagerata, ma ne terremo conto»
Come?
«Riprendendo il dialogo sociale: il governo deve fare di tutto per ricucire la frattura fra le parti. Senza dialogo fare le riforme sarà impossibile e le riforme sono il nostro primo obiettivo. Certo, per far ripartire il tavolo, ci deve essere un forte impegno di Palazzo Chigi – e An nel suo congresso ha dimostrato quanto creda a questo – ma l´azione del governo da sola, se il clima resta così teso, non basterà. Torneremo al dialogo con argomenti concreti, come la riforma degli ammortizzatori sociali e la politica di sviluppo, ma anche gli altri devono fare la loro parte. Lo dico anche a Confindustria, che a Parma ci ha criticato per le cose non fatte»
Cosa deve fare Confindustria?
«Deve sforzarsi di trovare un terreno di dialogo. Tutti dicono di volere il dialogo sociale, ma nessuno, né industriali, né sindacato, fanno niente di concreto per ricucire. Siamo di fronte ad una maionese impazzita. Dopo martedì, bisogna spezzare questo clima»
Che effetto le fa sapere che in piazze assieme alla Cgil , Cisl e Uil scenderà anche l´Ugl?
«Mi fa un grande effetto, negativo perché ciò vuol dire nei luoghi di lavoro tutte le rappresentanze sindacali daranno dei fatti la stessa versione. Ma appunto perché lo sciopero è generale bisogna attribuirgli molta attenzione. Fino a quando lo proclamava solo la Cgil, l´evento meritava rispetto, ma il valore era limitato»