“Intervista” Alemanno: «Dialogo ancora aperto con Cgil-Cisl-Uil e opposizione»

06/10/2003

sabato 4 ottobre 2003

Pagina 2 – Economia
 
 
L´INTERVISTA
Il ministro dell´Agricoltura: An si è battuta per salvare i diritti dei lavoratori pubblici

Alemanno: «Dialogo ancora aperto con Cgil-Cisl-Uil e opposizione»
          L´elettorato Gli elettori premieranno il nostro equilibrio e il nostro maggior ruolo
          GIOVANNA CASADIO


          ROMA – «Il dialogo con le parti sociali sulle pensioni resta aperto». Gianni Alemanno, il ministro delle Politiche agricole che per An ha seguito Finanziaria e riforma previdenziale, mira a rassicurare.
          Ministro Alemanno, il risultato è che i sindacati sono sul piede di guerra.
          «L´accordo è il miglior punto di equilibrio possibile tenuto conto sia della situazione economica e finanziaria, sia del fatto che i conflitti nella maggioranza hanno ritardato la convocazione delle parti sociali per discutere. Abbiamo fatto uno sforzo per cercare di tutelare i diritti acquisiti, al punto che sono due i versanti di critiche, quello sindacale sui sacrifici per i lavoratori, e l´altro degli osservatori economici internazionali che chiedono più rigore finanziario. Questo dimostra che abbiamo cercato di operare su un piano di sintesi».
          Addio definitivo alle pensioni di anzianità?
          «Intanto sono salve fino al 2008, e poi dopo il 2008 è sempre possibile andare in pensione a 57 anni anche se chi farà questa scelta riceverà una pensione più bassa perché calcolata con il metodo contributivo. E inoltre entro il 30 giugno 2007 è stato previsto un tavolo per verificare se gli incentivi da soli sono riusciti a produrre un significativo innalzamento dell´età in cui si va in pensione. Se così fosse, delle pensioni di anzianità se ne potrebbe riparlare».
          Su quali basi il dialogo con le parti sociali?
          «Il governo ha detto di essere disponibile a recepire le modifiche proposte dalle parti sociali. In realtà ci sono più canali di dialogo: la possibilità di accogliere entro 18 mesi le proposte fatte dalle parti sociali alternative alle misure approvate dal governo purché compatibili con gli obiettivi finanziari posti dalla legge delega; la verifica del 2007; l´intesa per la definizione dei regimi speciali dei lavori usuranti, e i benefici per le lavoratrici madri; la modifica sui temi della decontribuzione per i neo assunti e sul conferimento del Tfr ai fondi pensione».
          An su cosa l´ha spuntata?
          «Ci siamo battuti perché la riforma avvenisse mantenendo aperto il rapporto con le parti sociali e rispettati i diritti dei dipendenti pubblici, che rischiavano di non ricevere gli incentivi».
          Troppo tardi per evitare l´ira dei sindacati?
          «Non è troppo tardi, l´importante è che non si ricada nell´errore di sospendere il dialogo come è accaduto nei mesi passati».
          Paura dello sciopero generale?
          «No, massimo rispetto a patto che la conflittualità non significhi scontro totale tra governo e sindacato come vorrebbe la Cgil. E vorrei che l´opposizione riformista e lo stesso presidente della Ue, Romano Prodi ci dicessero in termini chiari cosa ne pensano».
          Messa in cantiere la riforma delle pensioni, e dopo tante lacerazioni nella Cdl e in An in particolare, è tempo di rimpasto?
          «Adesso la fase delle polemiche va fermata; dobbiamo lavorare in vista della "svolta programmatica" rimandata alla fine del semestre Ue, a gennaio 2004».
          Bossi provoca gli alleati e dice che solo Lega e Berlusconi non hanno paura di andare alle elezioni. An sì?
          «Non abbiamo paura. L´elettorato premierà il nostro equilibrio e il maggior ruolo politico che stiamo assumendo nella coalizione».