“Intervista” Alemanno (An): «Niente irrigidimenti reciproci riformiamo tutto lo Statuto»

20/02/2002


Pagina 7 – Economia
La proposta del ministro dell�Agricoltura, Alemanno (An): oggi giornata decisiva
"Niente irrigidimenti reciproci riformiamo tutto lo Statuto"
l�intervista
I tempi di approvazione della delega sul lavoro vanno allungati di sei mesi
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – Quella di oggi �sar� una giornata decisiva per evitare che il dialogo sociale si infranga sugli scogli degli irrigidimenti reciproci�. Berlusconi, che ha convocato le parti sociali per questa sera a Palazzo Chigi, �si presenter� con una nuova proposta�. Gianni Alemanno, An, � ministro delle Politiche agricole, ma – a nome della destra sociale del suo partito, forse anche in vista dell�imminente congresso di An – interviene spesso sui temi del lavoro.
Ministro Alemanno, lei parla di giornata decisiva: ritiene che ci possa essere una �svolta� nel confronto sulla delega per la riforma del mercato del lavoro, quella che contiene le norme di modifica dell�articolo 18?
�Io dico che la giornata � decisiva innanzitutto perch� questa nuova convocazione delle parti sociali mette il governo nelle condizioni non solo di aprire il dialogo con le parti sociali, ma anche di rilanciare con una nuova proposta�.
Con quali caratteristiche?
�Io posso parlare della soluzione che noi della destra sociale abbiamo sottoposto al presidente Berlusconi, dopo aver avuto il via libera del vicepremier Fini�.
In che cosa consiste?
�Noi proponiamo di non stralciare le norme sull�articolo 18, ma di modificare la delega sotto tre aspetti diversi. Prima di tutto allungare i tempi della sua approvazione di sei mesi, facendo quindi in modo che sia l�ultima delle deleghe da espletare; in secondo luogo condizionare parte della delega a un avviso comune, che dovr� essere raggiunto dalle parti sociali entro 6-9 mesi; in terzo luogo, estendere la delega in modo da mettere mano non solo all�articolo 18 ma a tutto lo Statuto dei lavoratori, una legge vecchia di 30 anni�.
Vuol dire che i lavoratori perderebbero anche altri diritti?
�No, al contrario, la revisione dello Statuto darebbe modo di estendere le tutele anche a coloro che oggi non ne hanno, come i parasubordinati, i collaboratori coordinati e continuativi, i disoccupati in cerca di occupazione�.
Scusi, ma in un tempo non lontano lei, insieme ad Alessandra Mussolini, lei si era pronunciato a favore dello stralcio delle norme sui licenziamenti individuali senza giusta causa. Ha cambiato opinione?
�No, non ho mai cambiato opinione. Continuo a essere contrario a interventi sull�articolo 18 soprattutto se isolati. D�altronde, io mi ero schierato per il no all�abrogazione dell�articolo 18 ai tempi del referendum dei radicali. Oggi per� bisogna tentare altre strade, come ad esempio la riforma dell�intero Statuto�.
Lei ha fatto arrabbiare non poco il ministro Maroni, quando ha chiesto che la regia del dialogo sociale passasse a Palazzo Chigi. Dal canto suo Maroni, senza fare nomi, ha detto che qualcuno ha manie di protagonismo. In effetti, lei � ministro delle Politiche agricole, che con lo Statuto dei lavoratori c�entrano poco o nulla…
�Maroni ha frainteso il mio intervento. Anche se credo che fosse pi� arrabbiato per la proposta di stralcio di Volont� dell�Udc. Io non volevo affatto delegittimare il ministro del Welfare. Sostengo soltanto che in una partita cos� complessa non pu� essere lasciato solo: lui d�altronde non pu� agire sulla leva degli interventi a favore dello sviluppo, che possono essere utilizzati come scambio per sbloccarla. D�altra parte quando Fini ha risolto il problema dei contratti del pubblico impiego non mi sembra che il ministro della Funzione pubblica, Frattini, si sia adombrato�.