“Intervista” A.Van Lancker: Bolkestein da rivedere

07/02/2005





 
   

venerdì 4 febbraio 2005
CAPITALE/LAVORO




  Intervista

Bolkestein da rivedere
Dopo il parziale dietro-front Ue, i punti controversi

ALBERTO D’ARGENZIO

BRUXELLES
Prima la richiesta di azzeramento avanzata da Chirac, poi il «discutiamone» di Barroso; ieri anche il neocommissario ai trasporti Barrot ha detto che sarà modificata. La direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi sembra poter cambiare faccia. In meglio. Ne parliamo con Anne Van Lancker, eurodeputata socialista belga, relatrice del parere della Commissione Affari sociali dell’Eurocamera proprio sulla direttiva incriminata.

In meno di 24 ore è cambiato il clima intorno alla Bolkestein, in che direzione si va adesso?

Sono sorpresa che la Commissione si sia resa finalmente conto della necessità di modificare la Bolkestein. E’ una prima vittoria per tutti quelli che si sono mobilitati, per i sindacati, la società civile, per il Parlamento europeo. La Commissione si dispone a cambiamenti drastici su due punti. Il primo riguarda il campo di applicazione della direttiva: Barroso sembra intenzionato ad escludere i servizi generali di scarso interesse economico, come l’educazione, il sociale e la cultura, ma anche un servizio generale di importante rilevanza economica, come la sanità. Il secondo punto riguarda l’abbandono del
principio del paese di origine secondo cui un’impresa è soggetta alla legislazione della nazione in cui ha la sede legale e non di quella in cui presta il servizio. Tutto questo capitolo scompare. Ma attenzione: Barroso non ha ritirato il testo, ha detto che adesso dipende dalla discussione nel Parlamento e nel Consiglio. Per cui bisogna continuare a premere per cambiarla. Nel Parlamento la sinistra è contro, mentre anche parte dei popolari e dei liberali sono per cambi sostanziali.

Cosa si intende esattamente per servizi di interesse generale?

I servizi di interesse generale verranno esclusi dalla direttiva, ma non è ancora stato chiarito cosa si intende per servizi di interesse generale. Mi hanno riferito che c’è malumore nella Commissione per l’esclusione, che puntano a dividere i servizi di interesse generale da quelli economici di interesse generale. Ma è assurdo: tutto diventa economico quando entra nel mercato. Bisogna trovare una definizione completa, qui ci si gioca molto.

Senza quelli generali, che servizi rimarrebbero nella direttiva?

La pubblicità, il turismo, la vendita a distanza, le agenzie di consulenza….

Barroso sostiene che la Bolkestein è fondamentale per creare occupazione.

Più liberalizzazione crea lavoro, ma la questione è la qualità del lavoro. Il principio del paese di origine permette di andare nei paesi in cui la protezione è più bassa, se si vuole liberalizzare bisogna prima armonizzare le legislazioni sulla protezione del consumatore e del lavoratore. Non si può fare un passo solo.

E i benefici per il consumatore?

Non è detto che ci sia una diminuzione dei prezzi: senza condizioni comuni non sappiamo se si realizzerà. E inoltre il consumatore dovrà conoscere le condizioni, anche legali, del paese di origine dell’impresa di servizi, altrimenti non sarà protetto. Un esempio per tutti: a che giudice rivolgersi?