“Intervista” A.Soldi: «Nuove regole per governare le coop»

22/03/2006
    mercoled� 22 marzo 2006

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    L’Intervista
    Aldo Soldi: Oggi assemblea a Firenze. �Pronti a rispondere agli attacchi politici e alla concorrenza straniera�

      �Nuove regole per governare le coop�

        di Laura Matteucci/ Milano

          �Non siamo sulla difensiva. Siamo qui per rilanciare. Siamo una delle realt� sociali ed economiche pi� importanti del paese, contiamo il 7% del pil, e continuiamo a crescere, a differenza della maggior parte delle aziende italiane�. Parla Aldo Soldi, presidente delle cooperative di consumo, che si riuniscono oggi a Firenze per fare il punto, passata la tempesta Unipol. �Coop, la bella impresa� � il titolo programmatico dell’assemblea, dove 400 soci sono chiamati a discutere le strategie per il futuro.

            Non siete sulla difensiva, d’accordo. Ma come rispondete ai ripetuti attacchi di Berlusconi, per il quale il vero conflitto d’interessi � tra coop e regioni rosse, con l’aggravante che non pagate le tasse?

              �C’� una parte della destra che non tollera l’esistenza delle coop, che le ha sempre attaccate e continuer� a farlo. Bisogna metterlo in conto. Adesso l’attacco � anche pi� forte, siamo in campagna elettorale, con noi si vuole delegittimare il centrosinistra. Il fatto � che questo collateralismo di cui parla Berlusconi, questa scarsa autonomia di cui ci accusa non esistono pi� da decenni. Noi non rinneghiamo niente della nostra storia, ma sono decenni che abbiamo intrapreso una via autonoma. Peraltro non ostacolata dai partiti di sinistra. In piena autonomia, tra l’altro, abbiamo fatto le nostre scelte anche sul caso Unipol�.

                E l’intreccio di “appalti rossi”?

                  �Per piacere. Abbiamo rapporti con le amministrazioni locali, di qualsiasi colore politico, ovunque siamo presenti. A volte amichevoli, altre no�.

                    E le tasse? Le pagate o no?

                      �La storia che non paghiamo le tasse � una balla. E visto che in Italia l’evasione fiscale � un’ emergenza, mi sembra probabile che non tutti facciano come noi. Il diverso trattamento fiscale � motivato dal fatto che i nostri utili vengono per il 30% almeno riservati a riserve indivisibili. Ci paghiamo sopra le tasse, ma non vanno ad arricchire nessuno. Costituiscono il patrimonio delle coop, sono reinvestiti in attivit� d’impresa. Questa � la ragione per cui le coop continuano a crescere, a differenza delle altre aziende. Altro che appalti rossi�.

                        Un problema esploso con il caso Unipol � quello della governance: a che punto � la discussione?

                          �Il lavoro su questo tema era gi� iniziato da tempo, guardando anche alle regole che si sono dati altri Paesi. Io sono convinto che bisogna lavorare molto nel rendere pi� forti e intensi i rapporti interni. I soci non sono solo dei consumatori, bisogna creare dei veri e propri strumenti di partecipazione e democrazia interna. Avere degli organismi di base attivi, in rappresentanza di tutti i soci e con i quali confrontarsi in piena trasparenza. Poi, c’� la strada della separazione netta tra propriet� e gestione. Una distinzione di ruoli, come � avvenuto in Unipol, che deve avvenire con sempre maggiore chiarezza�.

                            C’� anche la questione irrisolta della leadership, che rischia di diventare uno dei limiti maggiori delle coop.

                              �Tutte le aziende hanno bisogno di leader, da noi molte posizioni sono state conquistate sul campo. � un fenomeno che ha le sue ragioni, ma io credo si debba andare verso un suo superamento, verso una pi� marcata gestione collegiale�.

                                Il futuro delle coop: quali sono le direttrici su cui si muovono, quali gli ostacoli?

                                  �Ci hanno accusato di essere diventati troppo grandi, dimensionalmente parlando. Io dico che ci aspetta una fase di competizione molto forte, e se non fossimo cresciuti certo non potremmo affrontarla. Dobbiamo rafforzare il polo italiano della grande distribuzione, a fronte dell’ingresso sempre pi� massiccio di stranieri. E confermare gli elementi che ci hanno reso forti: la competitivit� sui prezzi, la difesa della qualit�, l’impegno nello sviluppo. E soprattutto nelle iniziative di solidariet� sociale che organizziamo�.