“Intervista” A.Soldi: «Non si può mettere la distribuzione nelle mani straniere»

21/03/2005
    domenica 20 marzo 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 15

    Intervista a Aldo Soldi, presidente di Ancc Coop

      «Non si può mettere la distribuzione nelle mani straniere»

      V.CH.

      MILANO • « Un Paese come l’Italia non può permettersi di lasciare che la quota di maggioranza del settore distributivo finisca in mani straniere, ne va dello stato di salute delle nostre imprese » . Ha un’espressione preoccupata Aldo Soldi, presidente di Ancc Coop, al vertice dunque del principale gruppo distributivo italiano, che ha una quota di mercato intorno al 20 per cento.

      Perché tanta preoccupazione?

        Sarebbe un colpo terribile per le produzioni italiane. Si interromperebbe l’efficienza naturale della filiera che porta i prodotti dal luogo di produzione al consumatore finale. Sui tempi medio lunghi l’impatto sarebbe devastante.

        L’Italia però non ha espresso grandi gruppi distributivi.

          Questo è uno dei punti chiave del problema. Anche la recente operazione Rinascente solo in apparenza ha fatto rimanere in Italia un gruppo storico. Non dimentichiamo che il nome Rinascente è stato inventato da Gabriele D’Annunzio e che il gruppo ha contribuito a fare la storia della distribuzione moderna in Italia. Nell’operazione Rinascente hanno prevalso le ragioni del business immobiliare, i veri sviluppi li vedremo più avanti. Comunque l’Italia ha ostacolato per anni la crescita della distribuzione moderna. E se perdiamo l’ultimo treno saranno guai per le nostre imprese.

          Cosa fa Coop su questo fronte?

            Abbiamo investito massicciamente nello sviluppo dei prodotti a nostro marchio. Attualmente nella filiera Coop sono inserite stabilmente 300 imprese che realizzano prodotti di largo consumo e un migliaio di imprese specializzate nell’allevamento e nell’agroindustria. Il prodotto a marchio Coop valorizza le tradizioni italiane: oggi vale per noi il 20% del giro d’affari e, in uno scenario di difficoltà dei consumi continua a crescere.

            Che previsioni fate sulla spesa delle famiglie?

            Il 2004 è stato un anno difficile e credo che il 2005 si muoverà sulla stessa falsariga. Non vedo grandi cambiamenti all’orizzonte. Le famiglie hanno ridotto i budget di spesa perché sono cresciuti gli impegni fissi. Mi riferisco alle spese obbligatorie per affitti, tariffe, carburanti, servizi bancari. In pratica il costo della vita è sempre più alto. Le famiglie si sentono poi sempre meno garantite dai servizi sociali. Il successo dei prodotti a marchio Coop, ad esempio, è dovuto al fatto che costano meno dei referenti di marca ma con una qualità riconosciuta. Comunque i consumi non ripartono di sicuro, se non migliorano nettamente le aspettative delle famiglie.

            Quali sono le strategie Coop per competere in un mercato difficile?

              Abbiamo razionalizzato la struttura del gruppo con la creazione dei distretti di area cui fanno capo almeno tre grandi cooperative di consumatori e altre realtà minori per incrementare le sinergie. Investiamo poi nello sviluppo, guardiamo soprattutto al Sud. Tra breve, ad esempio, saremo presenti in maniera consistente anche in Sicilia.
              Il bilancio del 2004 è stato deludente? L’area di vendita complessiva è salita a 1,4 milioni di metri quadrati (+ 3,9%), gli addetti sono cresciuti del 6,5% a quota 55.700 e i soci consumatori hanno superato i 6 milioni (+ 9,5%). Le vendite sono salita a 11,4 miliardi di euro circa (+ 3%). Il mercato è difficile ma portiamo avanti le nostre strategie.

              Quanto investirete nel complesso?

                Entro il 2007 spenderemo almeno un miliardo di euro per realizzare in totale 60 nuove strutture distributive di cui almeno 25 nuovi ipermercati. Pensiamo di creare così almeno 10mila nuovi posti di lavoro. Attualmente abbiamo 70 ipermercati, la quota di mercato nelle grandi strutture sfiora il 28 per cento. Solo 10 ipermercati si trovano al Sud. Vogliamo crescere in maniera consistente.

                Anche all’estero?

                  Siamo presenti in Croazia con 4 ipermercati. Stiamo valutando le prossime mosse. Guardiamo con estremo interesse allo sviluppo della distribuzione cooperativa nell’Europa orientale, così come alle concentrazioni, sempre nel sistema cooperativo, nel Nord Europa, dove è nata una realtà coordinata tra le coop dell’area scandinava. Oggi il gruppo italiano Coop è il punto di riferimento in Europa per tutta la distribuzione cooperativa.