Intervista a Pezzotta:”La Cisl andrà avanti”

07/03/2001

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"La Cisl andrà avanti
l’unità non si fa coi diktat"

Savino Pezzotta: 19 organizzazioni trattano, una sola si è ritirata
L’INTERVISTA

VITTORIA SIVO


roma – «Con o senza la Cgil, noi andamo avanti a trattare». Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl non vuole drammatizzare lo strappo con Sergio Cofferati; tuttavia mette in chiaro che sui contratti a termine la decisione della maggiore delle tre Confederazioni di abbandonare il negoziato non può certo essere subita da tutti gli altri interlocutori, come un divieto di continuare il dialogo.
«Curioso che subito qualcuno abbia gridato all’accordo separato. Primo, perchè non c’è ancora nessun accordo. Secondo, perché è singolare che l’accusa di separatismo venga da chi abbandona il campo, contro la bellezza di 19 organizzazione (l’intero fronte dei datori di lavoro dell’industria, commercio, agricoltura, artigianato, cooperative e assicurazioni da un lato e Cisl e Uil dall’altro) che invece vogliono proseguire il confronto».
E adesso che cosa succede?
«Manteniamo inalterate le nostre posizioni sulle questioni ancora aperte; le imprese si sono impegnate a darci delle risposte. Quando le avremo le valuteremo. Ci sono ancora due o tre punti molto delicati. Non è mica detto che la strada per l’accordo sia in discesa. Ma buttare a mare tutto il lavoro fatto fin qui, i molti passi avanti compiuti, le intese già acquisite, mi sembra francamente assurdo. Per questo ci auguriamo che la Cgil torni sui suoi passi».
Una eventualità alquanto improbabile, stando alle dichiarazioni di Cofferati che ha definito le posizioni della Confindustria «lesive» della direttiva europea sui contratti a termine.
«Lesiva non direi».
Poniamo che la Cgil non receda e che voi 19 organizzazioni raggiungiate un accordo soddisfacente.
«A quel punto segnaleremmo al ministro del Lavoro il risultato del confronto e lui ne trarrà le sue conclusioni».
Al ministro del Lavoro non risulta che imprese e sindacati, dopo l’uscita della Cgil, vogliano proseguire il negoziato.
«Salvi era a Bruxelles e non poteva essere ancora informato della lettera che gli abbiamo inviato con la richiesta di non intervenire finchè le parti trattano».
E se Salvi decidesse di intervenire, regolando per decreto i contratti a termine?
«Sarebbe un vulnus per l’autonomia delle parti; in tale caso agiremo di conseguenza».
Come giudica la linea della Cgil?
«Se mettiamo insieme tutti i no pronunciati da Cofferati, incluso il recente ritiro della firma della Cgil dall’accordo degli artigiani in Lombardia, ci troviamo di fronte ad un atteggiamento sindacalmente incomprensibile. E qui mi fermo».