Intervista a Pezzotta: ma la priorità resta la verifica della riforma Dini

11/07/2001






IL LEADER DELLA CISL

Pezzotta: ma la priorità resta la verifica della riforma Dini

      ROMA – «La verifica prima di tutto». Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, insiste. Prima di discutere di ogni nuovo intervento sulle pensioni, afferma, bisogna fare la verifica sugli effetti della riforma Dini e completare la parte che riguarda le pensioni integrative. «E’ questa la vera urgenza», avverte. Ed è questo che dirà oggi a Silvio Berlusconi e ai ministri che lo affiancheranno nell’incontro con i sindacati sul Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria).
      Tra le ipotesi del governo c’è la liberalizzazione dell’età pensionabile. La Cisl è pronta a discuterne?
      «Per discutere di un’ipotesi bisogna prima conoscerla nei dettagli. In ogni caso la proposta mi pare prematura. Non è il momento di parlarne. Ripeto: si deve fare la verifica sulla riforma Dini. Voglio sapere quali sono i conti esatti della previdenza; se c’è stato o meno lo sfondamento; se ci sarà la "gobba" quest’anno o dopo. Poi, eventualmente, si potrà parlare del resto e si potrano esaminare nuove misure».

      E la proposta degli sconti fiscali sulle pensioni integrative?

      «La previdenza integrativa è una parte della riforma Dini che deve ancora essere completata. E anche in questo caso, prima di discutere di "sconti" voglio capire che incidenza avranno sui trattamenti dei lavoratori. Perché deve essere chiaro che la Cisl è contraria ad ogni intervento che non salvaguardi le pensioni attuali».

      Ma la Cisl non aveva espresso la piena disponibilità al confronto col nuovo governo Berlusconi? Cos’è, state cambiando idea?

      «Noi eravamo e siamo favorevoli ad avviare trattative senza pregiudiziali. Ma questo non vuol dire che va tutto bene e che che non ci sia nulla da discutere. Vorremmo anzi che anche il governo mostri la stessa nostra disponibilità.

      Cos’è che non vi convince delle mosse fin qui fatte dall’esecutivo Berlusconi?

      «Nel pacchetto dei 100 giorni ci sono cose che non ci piacciono. La Tremonti-bis per esempio non è in grado di esplicare adeguatamente la sua efficacia nel Mezzogiorno. E poi il progetto per l’emersione del sommerso prevede sgravi per le imprese ma è debole e insufficiente per quel che riguarda la tutela dei lavoratori».

      Ma cosa vi aspettate dall’incontro di oggi con il governo?

      «Chiarezza sulle cifre. Vogliamo sapere la reale situazione dell’economia italiana, con tanto di stime e obiettivi realistici, e i veri conti pubblici. Non possiamo discutere di nulla se restano vaghi i confini lungo i quali dobbiamo e possiamo muoverci».

      A proposito di confini, un altro tema caldo sul quale si scontrano le richieste della Confindustria e quelle del sindacato è la definizione del tasso programmato di inflazione per il 2002. La prima insiste nel tener fermo il tasso già indicato dal governo dell’1,2%. Cgil e Cisl chiedono che tale tetto venga alzato in modo consistente. E la Cisl?

      «Per ora non facciamo cifre. Il tasso programmato deve essere coerente con l’inflazione reale. E, certo, deve servire da deterrente ad ulteriori spinte al rialzo. Ma proprio in quest’ottica diventano importanti le misure di accompagnamento. Il problema infatti non è la definizione di un tasso programmato ma l’andamento stesso dell’inflazione. Noi insisteremo su questo punto».

      E cioè?

      «Chiediamo al governo soprattutto strumenti di controllo delle tariffe. E quindi, fra le altre cose, il mantenimento degli sconti sulla benzina ed il rafforzamento dei poteri di controllo e regolamentazione delle Authority di settore».

      Insomma, quali sono i paletti che la Cisl pone all’azione del governo?

      «Il carattere universale dello stato sociale, il mantenimento dei livelli essenziali nella sanità pubblica e nei servizi sociali. Per le pensioni in particolare l’impegno a fare la verifica e a completare la riforma Dini».
Stefania Tamburello


Economia