Intervista a Pezzott: «Condono? Sì, ma a termine»

27/06/2001
La Stampa web




 


Mercoledì 27 Giugno 2001

IL SEGRETARIO DELLA CISL E IL PRIMO INCONTRO CON IL PREMIER
«Condono? Sì, ma a termine»
Pezzotta: sui conti occorre saggezza

SAVINO Pezzotta, numero uno della Cisl è di ritorno da Bruxelles, dove ha visto Romano Prodi («un semplice incontro di cortesia e di conoscenza, abbiamo parlato di come rafforzare il dialogo sociale in Europa»). E domani sera – dopo la scontata elezione alla carica di segretario generale da parte dei 232 membri del Consiglio generale Cisl – l’incontro a Palazzo Chigi con Silvio Berlusconi. Di che parlerete?
«Ci verrà illustrato il programma dei cento giorni di governo. Credo che sarà un incontro interlocutorio, però».
Il ministro Maroni ribadisce che nel Dpef non devono essere indicati risparmi sulle pensioni.
«Mi sembra corretto: prima bisogna fare la verifica e capire se la riforma ha funzionato o meno. Noi pensiamo che i conti della previdenza stiano andando bene. Se così non fosse, poi, bisognerà decidere le modalità d’intervento. È una scelta di metodo giusta».
Se i conti delle pensioni vanno bene, i conti del bilancio pubblico, al contrario, sembrano destare grandi preoccupazioni…
«Direi che serve un po’ di saggezza. Che nei conti pubblici ci fosse qualcosa che non quadrava, era noto a tutti, vecchi e nuovi governanti. Ma non è nell’interesse dell’Italia enfatizzare questi problemi; altrimenti, si accentuano solo le attenzioni da parte delle autorità e dei partners europei, che già guardano con sospetto al nostro paese. Il dibattito sui presunti buchi non dovrebbe diventare terreno di scontro politico: serve piuttosto un dibattito sereno e tranquillo per vedere se e come intervenire, senza creare allarmismi».
Ci sono le prime indiscrezioni sul progettato condono per favorire l’emersione del lavoro nero. Che ne pensate?
«Il problema del sommerso e del lavoro nero è sicuramente un problema serio per il nostro paese: molte tasse e contributi che non affluiscono nelle casse dello Stato, distorsioni nella concorrenza tra le imprese, impossibilità di una giusta tutela per i lavoratori. Far emergere il sommerso è doveroso e necessario: ma non si può pensare a misure che si prolunghino nel tempo. Devono essere provvedimenti eccezionali e a termine. Inoltre, bisogna ricordare che se si fa un’operazione di questo tipo, non c’è solo un aspetto fiscale e contributivo: c’è anche una partita contrattuale e retributiva. E dunque, si impone il coinvolgimento delle parti sociali per contrattare tempi e modalità del riallineamento contrattuale dei lavoratori "emersi"».
Spunterà una grana sui contratti a termine: il governo chiederà alla Cgil di accettare il testo di «avviso comune» che Cisl, Uil e Confindustria hanno messo a punto.
«Non è una grana: ognuno di noi ha fatto delle scelte. Qualcuno, come la Cgil, ha deciso di abbandonare la trattativa, noi siamo andati avanti. C’è un avviso comune, e il governo deve procedere».
Per il sindacato è un’ulteriore divisione…
«Peggio di come ci si divide sul contratto dei metalmeccanici! Su quella vertenza, noi riteniamo che si debba migliorare l’offerta che ha fatto Federmeccanica, mentre la Fiom ha deciso unilateralmente di fare uno sciopero. È una frattura fortissima del movimento sindacale, una frattura che io valuto peggiore di ogni ipotesi di accordo separato. Un riavvicinamento è sempre possibile, ma se non si rispettano nemmeno le forme e le convenzioni dei rapporti tra le confederazioni… Servirebbe davvero più prudenza. Io non userei toni che lascino solo intravedere la trasformazione del conflitto sociale in conflitto politico. Il sindacato deve continuare a fare il sindacato».
Tradotto: ce l’ha con Cofferati per il suo intervento alla direzione dei Ds.
Questo l’ha detto lei… resta il fatto che sono un po’ preoccupato. Il sindacato, se vuole essere controparte nella concertazione dev’essere molto autonomo».
Comunque, da quel che si capisce, le prime mosse del governo non sembrano dispiacere alla Cisl. Il sommerso va bene, la Tremnonti Bis pure, stesso discorso per i contratti a termine e le pensioni…
«Vedremo domani dopo l’incontro. Non ho posizioni pregiudiziali, valuteremo nel merito. Il vero confronto avverrà sugli articolati e sul Dpef».
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