“Intervista” A.Panzeri: L’Europa non farà passi indietro

06/02/2006
    domenica 5 febbraio 2006

    Pagina 17 – Economia & Lavoro

    Intervista a Antonio Panzeri

      Il Parlamento di Strasburgo voter� a met� mese l’ex Direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi

        L’Europa non far� passi indietro sui diritti del lavoro

          di Sergio Sergi
          corrispondente da Bruxelles

            Si chiamava �Bolkestein�. Era la direttiva europea che aveva provocato le campagne contro l’idraulico e l’infermiera polacchi, sospettati di avviarsi in massa ad occupare il mercato del lavoro dei paesi occidentali a salari stracciati e concorrenziali. Ora la �Bolkestein� ha cambiato nome. Ha ripudiato quello del commissario liberal-liberista olandese che l’aveva scritta, e si chiama pi� generalmente �Direttiva Servizi�.

              C’� un motivo: la normativa ha subito importanti modifiche nella commissione parlamentare del �Mercato Interno�. E anche numerosi governi, in seno al Consiglio Ue, hanno convenuto che c’� bisogno di apportarvi dei cambiamenti non di facciata. La prima scadenza ravvicinata ha fatto riaccendere il dibattito: il voto nel Parlamento europeo riunito a Strasburgo da 13 al 16 febbraio. Un appuntamento di battaglia politica. E con i sindacati europei, riuniti sotto le insegne della Ces, a manifestare sotto il palazzo, nel giorno di San Valentino.

                Antonio Panzeri, europarlamentare Pse, vice presidente della commissione Affari Sociali, sta seguendo il confronto politico sul testo della direttiva. Si tratter� di un passaggio molto delicato. Non sar� facile districarsi, � cos�?

                  �Il nostro compito � quello di varare una direttiva che completi il mercato interno europeo. Nel far questo abbiamo un problema: battere i liberalizzatori a tutti i costi ma anche i protezionisti. � un’esigenza che deriva dagli impegni della strategia di Lisbona per un’Europa che cresca e sia pi� competitiva�.

                    Si dice che il testo � migliorato. Per esempio, avrebbe dissolto o attenuato le preoccupazioni di natura sociale. A che punto siete?

                      �Una parte di chiarezza � stata gi� fatta. L’obiettivo � di eliminare qualsiasi ambiguit� che possa pregiudicare i princ�pi del modello sociale europeo�.

                        Per quel che si � potuto capire, sinora c’� stato uno scontro tra posizioni del tutto cristallizzate. A favore o contro la �Bolkestein�. C’� possibilit� di compromesso?

                          �Va sgombrato il campo da una visione ideologica e anche dallo stereotipo Bolkestein. Ci sono modifiche introdotte dal lavoro parlamentare di cui bisogna tenere conto�.

                            Ricordiamo, allora, queste modifiche…

                              �Intanto il diritto del lavoro, tema sensibile. La direttiva, riformulata nel testo parlamentare, non pregiudica il diritto del lavoro, la regolazione dei rapporti tra le parti sociali, il diritto all’azione sindacale e all’applicazione dei contratti collettivi oltre alle disposizioni in materia di previdenza�.

                                E che fine fa il cosiddetto principio del �paese d’origine�?

                                  �Su questo versante lavoriamo perch� tale “principio” che, ricordo, � scomparso come dizione nella direttiva (ora si parla di libera prestazione dei servizi), non valga. Dobbiamo ancora lavorare sul testo per non lasciare margine alle ambiguit� in modo che su questo tema insistano norme e pratiche dei singoli Paesi�.

                                    E chi controller� l’impresa di servizi che si � spostata in un altro Paese dell’Ue?

                                      �Indubbiamente il controllo dovr� spettare alle autorit� del Paese che ospita. Ricordo che la direttiva sul distacco dei lavoratori conserva la sua totale validit�. Aggiungo che i servizi d’interesse generale non saranno contemplati nella direttiva e sono stati esclusi, in maniera chiara, i servizi della salute. Si sta valutando di escludere anche i servizi nel campo sociale�.

                                        Dunque, sembra di capire che il diritto al lavoro verr� salvaguardato e il campo d’applicazione sar� delimitato…

                                          �Operiamo giustappunto perch� non vi sia alcun dumping normativo e la stessa direttiva, che servir� a favorire il mercato interno, non operi a scapito della sicurezza sociale, dei contratti o della qualit� del servizio per il consumatore. Insomma, noi non siamo per il principio del massimo ribasso�.

                                            Cos’altro c’� da fare prima del voto in Parlamento?

                                              �Il centro sinistra italiano sta indirizzando i propri sforzi su tre terreni: una limitazione ulteriore per quando concerne i servizi d’interesse economico generale; la tutela dei lavoratori e dei consumatori; infine l’avvio di un effettivo processo di armonizzazione. Mi duole ricordare, per�, che il tema della liberalizzazione delle professioni ne rester� fuori. Ci sono enormi resistenze. Questa battaglia dovr� proseguire in altri modi e non va dimenticata�.