“Intervista” A.Marzano: «Servono più negozi solo così fermeremo la corsa ai rincari»

22/10/2004

            venerdì 22 ottobre 2004

            Pagina 3 – Economia

            Il ministro Marzano: la strada c´è ma è lunga e difficile
            "Servono più negozi solo così fermeremo la corsa ai rincari"

            LUISA GRION

            ROMA – C´è un solo modo per ridurre i prezzi: bisogna aumentare la concorrenza e diminuire i costi. Antonio Marzano, ministro delle Attività Produttive, accetta l´invito di Ciampi a intervenire sui listini, ma avverte: la strada da percorrere non dà effetti immediati.

            Di che strada si tratta?

            «Di quella che porta ad un aumento della produttività e quindi ad una riduzione dei costi puntando all´innovazione e alla qualità del prodotto, ma anche al recupero di competitività delle imprese. Ho appena presentato un piano in proposito che va dalla semplificazione amministrativa, al sostegno alla tecnologia e alla ricerca. Certo i tempi non possono essere brevissimi. Inoltre non c´è dubbio che nello stesso tempo la battaglia sui prezzi si faccia anche aumentando la concorrenza, vero calmiere dei listini».

            Per aumentare la concorrenza bisogna liberalizzare il commercio. Interverrà per rendere flessibili orari di apertura e date dei saldi, come la grande distribuzione chiede?

            «Non posso agire direttamente perché la competenza su queste materie è delle Regioni, certo farò opera di "moral suasion", puntando però all´uniformità delle norme su tutto il territorio. Non è nemmeno giusto che in alcune regioni i consumatori possano godere di determinate condizioni e in altre no».


            La liberalizzazione che lei approva è vista dai piccoli negozianti come il fumo negli occhi. Venturi, presidente della Confesercenti, l´accusa di proporre misure demagogiche e incoscienti e le fa notare che intanto le botteghe di quartiere chiudono.

            «I piccoli aprono e chiudono in continuo, ma va anche detto che nel commercio c´è posto per tutti, basta essere efficienti. Penso ai centri cittadini dove non c´è spazio per gli ipermercati e ai clienti anziani, che di sicuro non si spostano nelle periferie urbane per fare la spesa. Credo che Venturi si preoccupi un po´ troppo della libera concorrenza. D´altra parte, senza, non si va da nessuna parte».


            Ministro, il presidente invita a ribassare i prezzi, l´accordo da lei firmato con la grande distribuzione prevede solo uno stop dei listini. Segno che si è fatto troppo poco?

            «Il blocco dei prezzi era tutto quello che si poteva fare per affrontare il problema nell´immediato e garantire che in un periodo esposto ad un doppio fuoco – rincari da petrolio da una parte, e shopping di Natale dall´altra – i listini non aumentassero. Visto il recupero segnalato nell´indice di fiducia dei consumatori, direi che gli effetti positivi sono evidenti».


            A gennaio, finito il blocco cosa succederà? Ci sarà il temuto recupero?

            «Lo escludo. C´è un monitoraggio sui listini e semmai abbiamo chiesto di prolungare l´accordo. Ciò non vuol dire, che sul fronte dei prezzi non si possa fare di più, a partire dal caro- petrolio per esempio».


            Ecco sul caro petrolio cosa si sta facendo?

            «Va esclusa la leva fiscale che è di competenza dell´Ecofin e non prevede iniziative unilaterali».


            La Francia però le sta prendendo. Sarkozy sta pensando di restituire ai contribuenti parte delle eccedenze intascate dalle accise sui carburanti.

            «Il ministro francese sta riprendendo una nostra idea, ma le regole non prevedono questa soluzione. C´è invece un secondo corridoio percorribile: quello che cerca di ridurre la dipendenza italiana dal petrolio puntando su un mix di combustibili, sull´aumento delle fonti rinnovabili. Senza scartare, nel lungo periodo, l´ipotesi del nucleare».


            Prezzi e petrolio a parte, ci sono interventi in campo sulle tarriffe?

            «Lì, al di là delle rare eccezioni, la competenza è degli enti locali».


            Che però per via della Finanziaria – dicono – saranno costretti ad aumentarle.

            «Possono sempre razionalizzare la spesa. Sono convinto che gli spazi ci siano, basti pensare alle tante manifestazioni urbane e "circensi" che – senza nulla togliere alla loro gradevolezza – se in tempi sono duri, possono anche essere tagliate».