Intervista a Larizza: «Sono contro gli accordi separati»

23/04/2001

Intervista con il presidente del Cnel, per molti anni segretario della Uil

Larizza: «Sono contro gli accordi separati»

Fabio Luppino

ROMA Pietro Larizza oggi è presidente dei Cnel. Villa Lubin è un luogo tranquillo, adatto per osservare e riflettere. Decenni dentro il sindacato sono una scuola di vita essenziale. L’ex segretario della Uil non si stupisce delle differenze sui contratti a termine, ma invita tutti alla ragione. «Cofferati ha mosso accuse a CisI e Uil senza precedenti. Bisogna abbassare i toni – dice Larizza- i tre sindacati devono risolvere i loro problemi interni e poi tornare al tavolo della trattativa. lo, sono stato, e sarò sempre, contrario ad accordi separati». E poi aggiune: «Il futuro economico dell’Italia non dipende dall’accordo sui contratti a termine».

Presidente, sui contratti a termine la Confindustria, però, è riuscita a dividere i sindacati CisI e Uil da una parte, la Cgil dall’altra. Non è proprio un bel guardare…

Le cose non stanno così. I tre sindacati hanno fatto scelte diverse e ognuno si prende le proprie responsabilità, la Confindustria non c’entra. Questioni interne ci sono sempre state.

Sì, ma era proprio necessario da parte dì CisI e Uil arrivare a mettere nero su bianco un
accordo per nulla condiviso dalla Cgil?

Non mi risulta che CisI e Uil abbiano fatto forzature. C’è stata una fase iniziale nella trattativa sui contratti a termine in cui Confindustria ha tentato di spostare sulle proprie posizioni. Il percorso successivo ha portato i sindacati a dividersi. Ma non mi risulta che ci siano accordi separati sottoscritti. Resta che Cisi e Uil sono convinte che bisogna procedere, la Cgil no.

La Cgil, però, pone questioni decisive. Specificare causali e quantità M contratti a termine. C’è un rischio, che non vede solo la Cgil, di un futuro contrassegnato solo da contratti a termine…

Quando non si sta allo stesso tavolo differenze piccole diventano incolmabili. Ritirarsi ponendo pregiudiziali non sta nella tradizione del sindacato. Cisl, Uil e Cgil, prima di ogni altra cosa, si devono
vedere tra loro e dirimere i nodi fondamentali.

Cis e Uil hanno accettato l’invito di Confindustria. 13 braccio di ferro è tra i sindacati…

Questo avviene quando si litiga pubblicamente. L’accusa di Cofferati non ha precedenti. Cisl e Uil hanno questo problema: se vanno avanti provocano una rottura insanabile con la Cgil se si fermano riconoscono a Cofferati la facoltà di esercitare un diritto di veto. Se non ci sono punti di conciliazione ognuno si assuma le proprie responsabilità. lo sono stato, e sarò sempre, contrano ad accordi separati.

Confindustria lega ai contratti a termine il futuro sviluppo dell’Italia. Passerebbe quella flessibilità che serve a risollevare l’economia. Non le sembra un po’esagerato?

Il futuro dell’Italia non dipende dai contratti a termine. t una formula imposta. Ma è interesse del sindacato arrivare ad un accordo su questa materia.

Alle condizioni dì Confindustria?

Nessuno vuole fregare i lavoratori. La posizione in difesa della Cgil non porta da nessuna parte. C’è una esagerata carica elettrica da parte di Cofferati nell’affrontare questa vicenda. Quali che siano le
ragioni si devono porre in un altro modo. Un sindacato che negozia ha margini per recuperare, il sindacato che dice no si chiama fuori. Si deve arrivare ad un accordo anche nella gestione del dissenso.