Intervista a Giugni

20/02/2001

Logo Repubblica.it
Pagina 37
Giugni:"La legge va bene così
a pesare è la giungla delle sigle"

Il presidente della Commissione di garanzia: non si possono rincorrere tutti i buchi normativi

VITTORIA SIVO


Roma — Le nuove ondate di scioperi nei trasporti riaprono il dibattito sull’efficacia della legge che regola le astensioni dal lavoro nei servizi pubblici essenziali. Ne parliamo con il professor Gino Giugni, ex ministro del Lavoro e attuale presidente della Commissione di garanzia sugli scioperi.
Il ministro dei Trasporti, Pierluigi Bersani, in una intervista a Repubblica rileva come una «lacuna» il fatto che di domenica, come è avvenuto avant’ieri, i ferrovieri possano impunemente scioperare, non essendo previste garanzie di servizi minimi. Quasi che nei fine settimana il diritto a viaggiare sia facoltativo. Che ne pensa?
«E’ possibile che ci sia stata una dimenticanza nella legge dell’anno scorso che ha integrato la legge del 1990. Tuttavia uno sciopero domenicale dei treni non mi sembra poi una tragedia».
Quindi non è d’accordo con Bersani quando propone di invitare i sindacati ad una autoregolamentazione ad hoc per gli scioperi nei giorni festivi?
«No, non sono d’accordo. Vede, il diritto di sciopero esiste, il legislatore in questi anni lo ha giustamente e notevolmente limitato. Stabilito che nessuna legge è perfetta e che lacune ce ne saranno sempre, non si può continuamente rincorrere tutti i «buchi».
Resta il fatto che l’assenza di servizi minimi garantiti la domenica costituisce un varco a scioperi pesantissimi per gli utenti. Guarda caso il prossimo sciopero dei sindacati confederali sarà fra sabato e domenica il 3 e 4 marzo, proprio come l’ultimo effettuato dagli autonomi.
«In effetti questo tipo di concorrenza fra sigle sindacali è deplorevole. Il guaio è che ci sono gravi carenze contrattuali, non solo nelle Ferrovie. Guardi il caso degli assistenti di volo, protagonisti di scioperi continui.
La mancanza di accordi, il protrarsi delle vertenze, dipendono anche dalle responsabilità delle aziende».
Il ministro della Funzione pubblica, Franco Bassanini, sostiene che ad integrare la legge sugli scioperi è indispensabile approvare una legge sulla rappresentanza sindacale.
«Concordo perfettamente. La vera patologia del nostro sistema sta nella grande frammentazione sindacale. C’è un proliferare di sigle, con conseguenti conflitti, la cui rappresentatività va verificata e sottoposta ad una soglia.
E’ inutile e sbagliato puntare ad una ulteriore compressione del diritto di sciopero, mentre il male va curato alla radice, ovvero riducendo la disgregazione sindacale che ha prodotto questa abnorme pluralità di soggetti».
D’altro canto la legge sulla rappresentanza sindacale è da tempo arenata in Parlamento, quindi è difficile che possa essere approvata in questa legislatura.
« Già, e se questo Parlamento non è stato capace di approvarla, figuriamoci un Parlamento di colore tutto diverso».

Dunque che si fa, ci teniamo gli scioperi domenicali nei servizi?
«Non resta che augurarsi un rapido processo di maturazione del senso di responsabilità sindacale e nel frattempo adoperarsi perché il contratti di lavoro vengano rinnovati per tempo e gli accordi siano rispettati. Realisticamente non vedo altre soluzioni. Continuo a ritenere sbagliato inseguire ogni lacuna legislativa e mettere altri limiti al diritto di sciopero. Dopotutto rispetto al passato la situazione è nettamente migliorata e questo non va dimenticato».