“Intervista” A.Caporale: Agenti, è tempo di riforme

07/04/2005
    giovedì 7 Aprile 2005

      pagina 39 – Agenti di commercio

        Il presidente Federagenti Antonio Caporale commenta l’esito del
        referendum
        Agenti, è tempo di riforme
        Bocciati Enasarco e accordi economici collettivi

        di Vincenzo Lucarelli

          ItaliaOggi si era occupata nei mesi scorsi della consultazione promossa dalla Federagenti, Federazione degli agenti e rappresentanti di commercio aderente alla Cisal, attraverso l’invio di 400 mila notiziari a tutti gli operatori del settore. Oggi, a consultazione praticamente ultimata, abbiamo intervistato il presidente della Federagenti, Antonio Caporale, chiedendo i motivi di una consultazione di così vasta portata. ´Il referendum ha riguardato due temi fondamentali e cioè gli accordi economici collettivi che regolano il nostro rapporto di lavoro e la previdenza Enasarco, che è l’unica previdenza complementare obbligatoria esistente in Italia. Sul primo aspetto noi riteniamo, infatti, che alcune norme degli accordi siano penalizzanti e meno favorevoli rispetto a quelle del codice civile e della direttiva europea. Sul secondo aspetto va ricordato che da oltre 13 anni la Federagenti si batte per un Enasarco a ”misura” di agente. Qualcuno si era illuso, certamente non noi’, ha proseguito il presidente, ´che la privatizzazione dell’Enasarco, voluta anni fa dalle altre associazioni sindacali, avrebbe regalato alla categoria prestazioni e servizi migliori. Fino a oggi, purtroppo, non è stato così. Dal 1998, infatti, ci sono state due pesanti riforme della previdenza che hanno portato all’aumento dei contributi e dell’età pensionabile e alla riduzione degli importi delle pensioni senza alcun miglioramento nei servizi all’utenza. Resta infine l’esigenza ineludibile di coinvolgere gli iscritti nella gestione dell’Enasarco demandando loro la scelta degli amministratori attraverso l’elezione diretta, così come avviene in altre Casse previdenziali’.

          Domanda. Quali sono state le risposte ai vostri quesiti?

            Risposta. Sugli accordi economici collettivi firmati dalle altre associazioni con Confindustria e Confcommercio nel 2002 c’è stata la richiesta unanime dei colleghi di abolire l’articolo 2 che consente alle mandanti di modificare unilateralmente l’importo della provvigione del 20%, anche per più volte. Altra richiesta è stata quella di non consentire di regolamentare con una clausola risolutiva espressa la risoluzione del rapporto per mancato raggiungimento del budget.

              D. Presidente, ci risulta che la Federagenti, pur essendo riconosciuta maggiormente rappresentativa dal ministero del lavoro, non abbia sottoscritto accordi con Confcommercio, Confindustria e Confapi. Come è possibile ciò?

                R. È una domanda che andrebbe girata alle ditte mandanti e alle altre associazioni sindacali perché, in effetti, chiunque valuti la questione con onestà intellettuale non può non riconoscere che la Federagenti sia tra le due-tre più importanti associazioni della categoria per consistenza di iscritti e di sedi e, probabilmente, la prima per iniziative e consenso. Anche per questo abbiamo sollecitato, anche di recente, l’apertura di un tavolo unitario con le altre associazioni, perché siamo certi che ciò sia nell’interesse della categoria.

                  D. In caso negativo come opererete?

                    R. Dovremo prendere atto con rammarico che altri sono gli interessi di chi pone questi veti anacronistici e lavoreremo con forza per stanare chi rema contro l’unità della categoria. Nello specifico, la Federagenti è firmataria di accordi che hanno la stessa efficacia di quelli sopra citati perché sono stati stipulati con associazioni di mandanti inserite nel Cnel e quindi anch’esse maggiormente rappresentative. Sull’Enasarco la risposta è stata altrettanto chiara. Il giudizio sulla gestione da parte degli agenti e rappresentanti di commercio è decisamente negativo e scadente è risultata la valutazione dei servizi di informazione all’utenza e dei tempi di liquidazione delle prestazioni (pensioni e Firr). Sentitissima è altresì l’esigenza di consentire il pensionamento anticipato a chi vanti dai 35 ai 40 anni di anzianità contributiva, in analogia a quanto previsto dalla normativa Inps. Tutti, infine, vogliono poter scegliere direttamente gli amministratori, dimostrando di non avere alcuna fiducia nell’attuale sistema di designazioni. È veramente strano, a tale riguardo, che proprio la Fnaarc, organizzazione che, secondo quanto scritto a ItaliaOggi dal presidente Corsi, sarebbe la più importante della nostra categoria, sia decisamente contraria all’elezione diretta e aderisca alla Confcommercio, che, notoriamente, raggruppa le ditte mandanti e cioè le controparti di noi agenti di commercio. Basta leggere l’accordo economico collettivo del 26 febbraio 2002 per verificare quest’ultima circostanza, perché da una parte c’è la Confcommercio di Sergio Billè e dall’altra la Fnaarc di Adalberto Corsi. Questa realtà, trasportata in ambito Enasarco, ha determinato che su 13 consiglieri di amministrazione sette siano emanazione o comunque facciano riferimento alle ditte mandanti con una palese violazione dello statuto che attribuisce agli agenti di commercio otto posti su 13.

                      D. Ci pare, presidente, un meccanismo veramente perverso. Come può essere rimosso secondo la Federagenti?

                        R. Ben 50 parlamentari di tutte le forze parlamentari hanno chiesto su questo argomento chiarimenti al ministro del lavoro invitandolo a dare spazio all’elezione diretta degli amministratori della fondazione. Noi chiediamo al ministro di valutare la rappresentatività dei sindacati ricercando elementi obiettivi per verificare l’effettivo numero degli associati come i dati Inps, i notiziari spediti, il numero delle sedi, le vertenze presso l’Ulpmo e così via accertando che trattasi di agenti di commercio e che la trattenuta venga fatta in favore dell’associazione sindacale di categoria e non di una controparte come per esempio la Confcommercio. Ne bis in idem dicevano i vecchi e saggi latini. Ma qui non si tratta di saggezza ma di decenza, perché noi chiediamo di evitare che si ripeta la farsa che ha visto la Confcommercio governare l’Enasarco attraverso uomini designati a rappresentare gli interessi delle mandanti in una consiliatura e quelli degli agenti di commercio nella successiva. Questo è un vero e proprio scandalo e tale resta anche se su questa operazione c’è o ci sarà l’avallo di tutte le altre forze sindacali e/o parti sociali che dir si voglia. (riproduzione riservata)