Intervista a Billè: “Il governo paghi in contanti gli assegni familiari”

20/09/2001

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L’INTERVISTA
Pagina 36
"Il governo paghi in contanti
gli assegni familiari"

Le proposte del presidente della Confcommercio per rilanciare i consumi

LUISA GRION


ROMA – Ci sarà l’emergenza sicurezza, certo. Più soldi in Finanziaria per difendersi meglio e per allontanare l’angoscia scoppiata dopo l’11 settembre. Ma non ci potrà essere solo quello: la manovra dovrà per forza prevedere misure di rilancio dei consumi interni. E quello che la Confcommercio chiede al governo. Sergio Billè, che dell’associazione è il leader, ha in proposito un’idea precisa: distribuire «cash» quegli aumenti per le pensioni al minimo e per gli assegni famigliari già promessi in Finanziaria. Soldi veri da spendere subito, non compensazioni.
Presidente, l’economia viene prima della sicurezza?
«Sono due rovesci della stessa medaglia, è giusto rafforzare la difesa ma è altrettanto giusto tenere d’occhio la sicurezza del cittadino in termini economici. Soprattutto in una fase di tensione come questa. Prevediamo per i prossimi mesi un crollo nella crescita dei consumi dal 2,1 all’1,9 per cento, questo a fronte di un’inflazione al 2,8 e ad una crisi occupazionale. Come non essere preoccupati? Come pensare che la Finanziaria postattacco agli Usa non possa prendere in considerazione questo aspetto? Tutti siamo d’accordo nel dire che dopo quel giorno il mondo è cambiato, perché la politica economica e il suo calendario non dovrebbero tenerne conto e prevedere interventi per la tenuta e lo sviluppo del mercato? Prima si parlava di Finanziaria blindata, ora quel termine non ha più senso».
E come dovrebbero cambiare allora Finanziaria e calendario?
«Considerando i consumi un’emergenza, cosa che fino ad ora non si è fatta. Perché non distribuire cash, per esempio, gli aumenti di un milione alle pensioni al minimo e agli assegni famigliari già promessi? Potrebbe essere un primo gettone per avviare il rilancio. Bisogna trarre ispirazione dalle defiscalizzazioni fatte da Bush e certo bisogna stabilire priorità nelle riforme. Impossibile anche in quel campo non tener conto dei venti di guerra e di recessione».
Voi per primi fino a ieri chiedevate prima di tutto riforme.
«Ieri, appunto. Ora le cose sono cambiate, non siamo più ai tempi della Thatcher , la lady di ferro poteva allo stesso tempo avviare riforme durissime e combattere nelle Maldive, allora però Bin Laden era solo uno studente. Per esempio che senso ha parlare di revisione dell’articolo 18 dello Statuto, quando già ora Alitalia e altre aziende si preparano a licenziare? Stessa cosa per le pensioni: vanno riformate , ma solo se contemporaneamente si tagliano le tasse. Altrimenti non si fa che aggiungere ulteriore tensione a quella già esistente».
Queste sono le vostre richieste e il governo che dice?
«Vedo che un’apertura c’è, almeno in una parte del governo. Si è capito che l’emergenza sui consumi, ora più che mai, riguarda l’intera Europa. Certo questa volta non ci accontenteremo di pannicelli caldi, più di sempre la tensione dei consumatori di fronte alla perdita di potere d’acquisto pretende una risposta».