Intervista a Billè

21/02/2001
La Stampa web


 


Mercoledì 21 Febbraio 2001

LA CONFCOMMERCIO «ATTENTI AI RINNOVI CONTRATTUALI»
Billè: il governo intervenga subito
Roberto Giovannini
BISOGNA scoprire chi è il "killer". Chi produce inflazione. Non credo sia un segreto di Stato…». Sergio Billè, presidente della Confcommercio, un’idea del «killer» ce l’ha già: le tariffe. A preoccupare i commercianti in questa fase sono tre questioni: la fine del blocco dell’Rc auto, la nuova stagione dei rinnovi contrattuali e la latitanza del governo. Presidente, ci racconti questo «giallo» dei prezzi.
«Il guaio è che qui non si riesce a trovare il colpevole, a differenza della vicenda di Padova. Se si deve prendere un serial killer, che si fa? Si seguono le tracce magnetiche delle telefonate. Noi, al contrario, non riusciamo a trovare alcuna traccia di chi soffia sul fuoco dell’inflazione. Potremmo farlo, gli strumenti ci sono tutti: soltanto che poi preferiamo non indagare».
E per quale ragione?
«Perché si dovrebbe passare ai raggi X un problema che si chiama tariffe. Ta-rif-fe. Nessuno di fatto le controlla. O meglio: il controllo c’è solo in superficie, mentre per essere efficace dovrebbe essere fatto a fondo. E invece, un giorno si chiude un occhio sui rincari che decide l’Enel, o le Ferrovie; quello dopo si chiudono tutti e due su quanto avviene a livello locale. Sul problema tariffe io credo che la concertazione non possa che essere definita un vero e proprio fallimento. E ora con l’inflazione al 3%, ci troviamo di fronte a milioni di persone i cui salari sono aumentati nel 2000 dell’1,9% in media, e con un potere d’acquisto che è diminuito, che scaricherà sul mercato malumori e tensioni. E dall’altra parte di questi malumori ci siamo noi commercianti».
Che cosa proponete di fare, dunque, per vigilare sulle tariffe?
«Innanzitutto siamo preoccupati per la prossima fine del blocco delle tariffe dell’assicurazione Rc Auto, per i rinnovi contrattuali, e soprattutto per la scarsa determinazione della politica del governo. Noi chiediamo decisione, non si può lasciare il problema a se stesso. Servono interventi chirurgici. E poi, serve un senso di responsabilità di tutti i soggetti, compresi i sindacati, al tavolo dei rinnovi contrattuali. Tra l’altro, si deve fare i conti con il riacutizzarsi della crisi irachena e i possibili rischi per i prodotti energetici».
Come varare controlli delle tariffe, quando si è scelto a livello complessivo il mercato e il federalismo. Confcommercio vuole riproporre politiche dirigistiche e centraliste?
«Ma no… il fatto è che il governo deve farla finita di fare il Ponzio Pilato. Si diano agli enti locali entrate certe, non li si costringa a reperire risorse "arrangiandosi". Ma bisogna prima scoprire chi è il killer, altrimenti la fine del morto la farà il paese».
E se fossero i commercianti, a spingere sui prezzi?
«L’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari è stato del 3%, nonostante "mucca pazza". Le tariffe sono cresciute al ritmo doppio. Segno evidente che chi vende alimentari sta cercando di tenere sul mercato, anche in presenza di una contrazione dei consumi. Altri no».