Intervista a Bellotti: proposta giusta ma serve più coraggio

16/11/2001
La Stampa web



intervista
(Del 16/11/2001 Sezione: Economia Pag. 18)
Bellotti: proposta giusta però serve più coraggio
«L´articolo 18 andava cancellato e occorre tutelare tutte le imprese non solo le più piccole»

POSITIVA. Ma poco coraggiosa. La correzione decisa dal governo per l´articolo 18 dello statuto dei lavoratori non soddisfa del tutto le aziende. Lo spiega Francesco Bellotti, vicepresidente della Confindustria in qualità di capo delle piccole imprese che sono particolarmente interessate al nuovo testo: per quattro anni, non c´è più l´obbligo di reintegro ma solo il risarcimento per i nuovi assunti licenziati senza giusta causa con i quali un´azienda supera la soglia dei quindici dipendenti.
Presidente Bellotti, cosa apprezza della decisione del governo?
«Finalmente si creano condizioni di maggiore flessibilità nel mercato del lavoro che possono permettere l´incontro tra l´offerta e la domanda di lavoro nel nostro paese. Questo avviene con la volontà precisa del governo che, attraverso lo strumento della legge delega, assolve il ruolo di decisore in sintonia con il mandato ricevuto al momento delle elezioni».
La Confindustria premeva per la flessibilità, no?
«E´ importante che il governo abbia tenuto conto della determinazione con cui la Confindustria ha sollecitato un intervento teso a creare prospettive di maggiore occupazione e a tutelare gli interessi delle imprese italiane».
Lei sta riconoscendo che il governo è stato influenzato dalla Confindustria?
«No. Partendo dall´esperienza delle regole fissate per il lavoro a tempo determinato, è stata data la dimostrazione della capacità di impostare soluzioni concrete della Confindustria e delle altre parti sociali più attente ad affrontare i problemi senza pregiudiziali ideologiche. E´ fondamentale il ricorso al metodo dell´avviso comune per le materie di stretta competenza delle parti sociali. Il governo non ascolta solo la Confindustria, ma fa riferimento all´opinione prevalente tra i datori di lavoro e i sindacati».
La Confindustria non aveva chiesto di sopprimere l´articolo 18, invece solo corretto dal governo?
«La posizione delle imprese sull´articolo 18 è conosciuta. C´è il rammarico per la mancanza da parte del governo del coraggio necessario per arrivare alla cancellazione dell´articolo 18 con la quale le nostre imprese si avvicinerebbero al resto d´Europa in materia di regole conseguenti all´interruzione del rapporto di lavoro.
Per la Confindustria deve essere generalizzata l´abolizione dell´obbligo di reintegro in caso di licenziamento ritenuto privo di giusta causa dalla magistratura . La sostituzione con il reintegro non deve riguardare solo alcune situazioni particolari come la dimensione ridotta delle imprese».

Ma lei non apprezza che per le piccole imprese sia previsto il risarcimento e non il rimborso?
«Questo è un primo passo avanti, ma non sufficientemente coraggioso. Devono essere tutelate tutte le imprese e non solo quelle di minori dimensioni».
Però scompare una clausola indicata dalla Confindustria come uno dei limiti alla crescita.
«Spero davvero che la decisione presa finalmente aiuti a crescere le piccole imprese italiane, studiate nel mondo come modello di dinamismo ma frenate da tropo vincoli esterni. Rimaniamo certamente molto consapevoli che il quadro complessivo del paese ha bisogno della realizzazione di tutte le riforme necessarie a ritrovare la competitività».
La Confindustria torna allora a lamentarsi?
«No. La Confindustria esprime un giudizio positivo sulla decisione presa perché constata che c´è nel governo e nelle parti sociali l´impegno per modernizzare le regole del mercato del lavoro. Quindi in questo momento gli imprenditori sono certamente soddisfatti nel constatare il passo avvenuto. Ma è anche ovvio che la Confindustria spinga per il meglio».

r. ipp.




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