Intervista a Baldassarri, viceministro all’Economia

26/07/2001

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IL GOVERNO
"Manovra da 20mila miliardi
al via con la Finanziaria"

Mario Baldassarri, viceministro all’Economia

ROBERTO PETRINI


ROMA – Il Fondo monetario vi chiede di ridurre la spesa, la Commissione maggiori informazioni. La vostra replica?
«Si tratta di due ottiche diverse risponde il viceministro dell’Economia Mario Baldassarri Il Fondo, istituzione che guarda agli equilibri di medio periodo e alle riforme strutturali, ha espresso una opinione positiva. Vuole sapere tuttavia in che modo le riforme vengono realizzate. Aggiungo che nel Dpef ci sono tutte le informazioni, basta leggerle».
Pensate di agire sui conti pubblici già da quest’anno?
«Una manovra di oltre 20 mila miliardi, pari all’un per cento del pil, perché tanto serve, su tre mesi sarebbe di 80 mila miliardi. Una manovra "ammazzacristiani", nemmeno io che pure ho la fama di un economista rigoroso sarei disposto a farla. Oltretutto deprimerebbe la congiuntura e darebbe un effetto opposto»
Che risposta siete in grado di assicurare agli organismi internazionali, Fmi in testa?
«Garantiamo che siamo impegnati a rientrare nella strada disegnata nel Dpef: dallo 0,8 di quest’anno, allo 0,5 del 2002 allo zero del 2003».
Lei dice però che quest’anno non sarà varata una manovra. Come farà il governo a raggiungere quello 0,8 per cento?
«Noi abbiamo trovato, come è noto un extradeficit nei conti pubblici. Nel 2001 ci impegneremo su quell’obiettivo e ci impegneremo soprattutto su misure finanziarie che non interferiscono troppo con l’economia reale. Come la cartolarizzazione delle quote degli immobili pubblici».
Dunque la manovra da 20 mila miliardi avverrà soprattutto a valere sul 2002, nella Finanziaria autunnale. E’ così?
«Agiremo sulla Finanziaria, quando in autunno sapremo anche con precisione l’andamento dei conti pubblici».
Dove interverrete?
«Ci sono cinque linee guida già nel Dpef».
Cioè?
«Beni e servizi della pubblica amministrazione: si spende ogni anno 160 mila miliardi. Qualche risparmio si potrà tirar fuori. Non crede?».

Poi?
«Il pubblico impiego: ci sarà un minore incremento rispetto agli anni passati. Le retribuzioni aumenteranno in base all’inflazione programmata mentre la produttività sarà riconosciuta ma non più dell’un per cento. In passato veniva inserita ex post negli aumenti e questo consentiva sfondamenti. Poi il turn over: il nostro obiettivo è che su tre che escono solo due vengono sostituiti».
Avete rinunciato ad intervenire sulla sanità?
«Niente affatto. Stipuleremo il patto con le Regioni. Inoltre taglieremo trasferimenti alle imprese, private e pubbliche. Le Ferrovie, ad esempio».
Resta la previdenza.
«Le pensioni e previdenza dovranno essere affrontate naturalmente dopo la verifica. Ma certamente la dinamica della spesa previdenziale dovrà essere messa sotto controllo».
Lei ha detto, e lo dice anche il Dpef, che taglierete spese e tasse, 1 punto e 1 punto all’anno. Sarà così?
«Intendiamo fare così, certamente se l’extradeficit peserà di più allora il punto percentuale che riguarda le tasse potrebbe inizialmente ridursi».