Intervento di Ivano Corraini, Roma 11 maggio 2007

CONTRATTI SUBITO: + TUTELE + LAVORO
Manifestazione Nazionale Unitaria – Roma, 11 maggio 2007

Intervento di Ivano Corraini, Segretario generale FILCAMS

Per cominciare i lavori di questa nostra assemblea nazionale dei rappresentanti dei lavoratori delle imprese di pulizie del commercio e del turismo dico subito che la riuscita della manifestazione ha superato ampiamente le nostre stesse previsioni.

I 5000 delegati, RSU e RSA, che, con prudenza, prevedevamo ci sono tutti e a questi si aggiungono migliaia di lavoratori delle imprese di pulizia e del turismo che oggi scioperano per l’intera giornata per chiedere con forza, assieme ai lavoratori del commercio, il contratto.

È per noi, questo, un fatto eccezionale, storico, per la prima volta nella nostra storia delle nostre federazioni siamo obbligati a far scendere in lotta, insieme, i lavoratori dei tre contratti maggiori e chiamare qui a Roma in un momento di lotta unitario lavoratori e delegati di tutti e tre i settori.

Ma è eccezionale anche il momento che stiamo passando, qui ci sono rappresentati 3 milioni e mezzo di lavoratori che da troppi mesi, anzi da anni, stanno aspettando un contratto: sono due anni che è scaduto il contratto delle imprese di pulizia industriali e artigiane, sono 17 mesi che è scaduto il contratto del turismo e il contratto del commercio e della distribuzione cooperativa sono appena all’inizio dopo 5 mesi dalla scadenza e l’avvio, se cosi si può dire, è davvero, tutto in salita.

Mercoledì l’Unità titolava “tre milioni di lavoratori stanno perdendo la pazienza”; questo non è totalmente vero, noi di pazienza non ne abbiamo più a disposizione.

Questa manifestazione è la rappresentazione plastica che i lavoratori dei servizi, del turismo e del commercio non sono i figli di un dio minore e sanno reagire con forza e in massa quando le ingiustizie diventano insopportabili.

Non si scambi la nostra, anche questa storica, prudenza, responsabilità pacatezza, per acquiescenza o supina accettazione.

Non si faccia questo errore, perché ci si obbliga a dimostrare il contrario e noi abbiamo la capacità per farlo, oggi lo abbiamo dimostrato.

Oggi diamo un segno evidente di questa capacità e garantisco che se non andranno in porto i contratti questo non sarà l’ultimo.

È insopportabile che dopo 2 anni di trattative per il contratto delle imprese di pulizia quando si affronta la richiesta salariale, si badi bene 90 euro chiesti 2 anni fa per un salario, che quando è a tempo pieno non arriva ai 1000 euro e che se conquistato pochi li vedrebbero perché pochi sono coloro che hanno la fortuna di lavorare a tempo pieno, bene, per queste 90 euro, ci si proponga di cancellare la maggiorazione del 25% per il lavoro al sabato.

Come a dirci: se volete il contratto, ve lo pagate da soli.

È insopportabile che il peso del lavoro gravoso e usurante che si fa in questo settore e che inevitabilmente si ripercuote sulla salute dei lavoratori diventi l’alibi per la controparte per richiedere di peggiorare le condizioni di trattamento nei tre giorni di carenza e richiederci di mettere in essere forme contrattuali punitive per le assenze per malattia.

Sia chiaro, le conquiste dell’altro contratto noi non le modificheremo in peggio

Qui, in questo settore, ci sono lavoratori e lavoratrici che vogliono affermare diritti e tutele ma, soprattutto, vogliono affermare una prospettiva di lavoro con meno precarietà e meno incertezze.

Ogni anno al cambio dell’appalto il posto di lavoro è a rischio e se si riesce a garantirlo, è quasi certo, come una maledizione, l’orario di lavoro settimanale viene ridotto e diventa sempre più flessibile e frantumato nella giornata e noi, anche con le lotte, molte volte, non riusciamo ad impedirlo.

La piaga del massimo ribasso contro la quale ci siamo battuti anni fa, nonostante i risultati realizzati è ancora la pratica sostanzialmente in atto nelle gare di appalto nel settore pubblico e nella pubblica amministrazione, comprese le amministrazione di centrosinistra.

Questo problema è per noi ancora, al centro del rinnovo del contratto.

Le imprese che non applicano i contratti, che non rispettano le tabelle sul costo del lavoro, non presentano il DURC e non rispettano le norme di sicurezza devono essere escluse dalla gara d’appalto.

Occorrono provvedimenti conseguenti che solo il potere pubblico può garantire e noi chiamiamo alla sua responsabilità il governo perché ciò avvenga.

Ma va detta un’altra cosa, con altrettanta chiarezza:

La Confindustria deve sapere che questo lo vogliamo realizzare con il contratto e non in alternativa al contratto.

Non ci stiamo al gioco, dopo due anni di negoziato non regge il gioco: prima discutiamo di regole e poi vediamo che fare del contratto, come se fossimo all’inizio del confronto.

Contratto e regole sono un tutt’uno e assieme li vogliamo conquistare.

Le difficoltà del rinnovo nel contratto del turismo sono altrettanto pesanti: 17 mesi dalla scadenza e non si profila nulla di positivo mentre si avvicina il momento delle vacanze estive e noi vorremmo che tutti i cittadini e gli ospiti stranieri le facessero nella tranquillità del servizio prestato, continuando, così, la nostra tradizione di responsabilità.

Questa volta non lo faremo, se il contratto non ci sarà intensificheremo le lotte proprio in questo periodo in cui le imprese più guadagnano.

Vedete, Confcommercio e Confindustria accanto alla posizione di diniego alle nostre richieste, moderate, equilibrate, tese a dare un miglioramento al reddito, fare qualche passo avanti nella direzione della lotta alla precarietà che anche in questo settore è endemica e che le controparti i modo inaccettabile vorrebbero incrementare, tese ad affrontare le questioni della professionalità e della qualità, accanto a tutto ciò assistiamo ad una insopportabile volontà di rivincita delle controparti rispetto alla conclusione del precedente contratto.

Sì, è proprio questo revanscismo delle controparti, lo stesso che misuriamo nelle prime posizioni di Confcommercio nel rinnovo del contratto del terziario che diventa l’ostacolo maggiore e che va rimosso.

Come si può chiamare se non volontà di rivincita voler introdurre il lavoro a chiamata, il part-time weekend in un settore in cui c’è ed è contrattualizzato il lavoro extra e di surroga, se non voler avere a disposizione più forme flessibili da utilizzare a piacimento per avere totalmente mano libera sull’organizzazione del lavoro

E questo senza che ci sia una qualche necessità organizzativa concreta delle imprese perché le flessibilità prevista nei contratti la soddisfa già e ampiamente.

Si devono metter l’anima in pace questo non lo accetteremo, non lo abbiamo accettato nell’altro contratto, non cambiamo opinione ora.

Altre sono le problematiche che abbiamo affrontato e che vogliamo risolvere.

È il grande tema del lavoro stagionale e delle soluzioni da adottare per allungare il periodo di lavoro, le coperture nei momenti di non lavoro per poter accompagnare assieme alla certezza del lavoro, una sufficienza di reddito.

È il tema dei processi di terziarizzazione ed esternalizzazione che investono il settore anche nelle sue attività caratteristiche, il lavoro ai piani, le pulizie, il ricevimento per le quali vogliamo il diritto alla contrattazione vera e non il nulla osta alle imprese per farle, magari dopo la conclusione di una procedura di consultazione.

Non ci si faccia il torto di pensarci ingenui.

E soprattutto non si cerchino rivincite altamente improbabili questo lo diciamo con forza alla Confindustria e alla Confcommercio ed ad essa per entrambi i tavoli quello del turismo che quello del commercio.

Non c’è nessuna disponibilità da parte nostra a rimettere in discussione impianti di flessibilità già contrattati con il solo intento di ridurre benefici per i lavoratori e togliere il fastidio della contrattazione, del ruolo del sindacato nell’impresa.

Mi riferisco alla ambizione delle controparti, nei due tavoli del turismo e del terziario, con la risibile scusa di applicare il decreto 66 sull’orario di voler ridiscutere l’articolato contrattuale sull’orario multiperiodale per togliere ruolo del sindacato e delle rsu nella contrattazione, regole e vantaggi per i lavoratori e avere mano libera sugli orari settimanali.

Se lo scordino.

Per noi l’applicazione del decreto sull’orario ha già avuto una sua concreta attuazione e la discussione l’abbiamo chiusa nell’altro contratto.

Il tema che è aperto sull’orario di lavoro riguarda il lavoro domenicale nel terziario e noi questo tema in questo contratto lo vogliamo chiudere.

In primo luogo affermando che il lavoro prestato la domenica non è normale orario di lavoro e come tale va pagato di più.

Le imprese che in questi anni si sono appropriate indebitamente delle maggiorazioni per il lavoro domenicale dei lavoratori assunti con la domenica nell’orario di lavoro devono restituire il maltolto.

In secondo luogo respingiamo ogni volontà di imposizione unilaterale delle imprese per il lavoro la domenica.

In terzo luogo rivendichiamo il diritto alla contrattazione delle aperture la domenica e del lavoro necessario per realizzare equità nelle condizioni di lavoro nella solidarietà fra i lavoratori.

Ecco questo è il nostro capitolo sull’orario di lavoro nel contratto del commercio e delle cooperative della distribuzione

Le idee chiare ce le abbiamo e della volontà di lotta oggi ne abbiamo dato una rappresentazione eccezionale.

Credo che possiamo dire con orgoglio che i lavoratori dei nostri settori, purtroppo da troppo tempo sottovalutati, oggi danno una immagine di sé molto forte mettendo sul tavolo e di fronte al paese accanto ai problemi le ingiustizie che sono loro compagne di strada ma, dimostrano anche la loro determinazione per dare battaglia una battaglia vincente.

La presenza in questo palasport, otre a voi lavoratori e lavoratrici del Commercio, del turismo e dei servizi, di compagni e compagne dirigenti sindacali di altre categorie dell’industria come del pubblico impiego, della Segretaria Generale di Uni-Europa, la nostra organizzazione sindacale europea, Bernardette Segol, di una delegazione dell’UITA la nostra organizzazione mondiale che comprende il Turismo con il Presidente della sezione turismo Norberto La Torre e il segretario mondiale Patrick Dalban Moreynas, una delegazione spagnola delle CC.OO. e dell’ UGT e, permettetemi, avere qui con noi, e interverranno i 3 Segretari Generali di Cgil Cisl e Uil Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti è lo specchio di quanto è pressante il problema che mettiamo in luce ma anche, per la miseria, la capacità di coinvolgimento che ci siamo conquistati.

A loro, ai tre segretari generali, voglio solo dire, oltre ad un grazie per essere qui con noi, che realizzare buoni risultati sui tavoli aperti con il governo sulla politica economica e dello sviluppo, del mercato del lavoro, della previdenza, é di interesse generale per tutti i lavoratori.

Tutto ciò però, si riduce, perde peso, se non si riescono rinnovare i contratti.

Per questo chiediamo il peso e l’autorità delle Confederazioni al nostro fianco nella battaglia.

Oggi è un buon giorno e darà certamente buoni frutti.