Politiche Giovanili

Intervento D. Banchieri Assemblee Camere del Lavoro, 11-12/01/2011

II^ Assemblea Nazionale delle Camere del Lavoro
Chianciano, 11 e 12 gennaio 2011


Intervento di Daria Banchieri, Coordinatrice Politiche Giovanili FILCAMS CGIL

Credo che una delle sfide che oggi la cgil deve affrontare sia quella di riuscire a costruire un futuro per le giovani generazioni.
E credo sia importante affrontarla con la chiara consapevolezza dei nostri punti di forza così come dei punti deboli, tra i quali oggi non si può fare a meno di individuare la contrattazione aziendale e quella di primo livello.

Gli strumenti che il sindacato ha per affrontare questa sfida sono sinteticamente tre:

    1.la capacità di rappresentare e tutelare: necessaria per contrastare il senso di solitudine e le disuguaglianze che penalizzano le nuove generazioni;
    2.la capacità di diffondere cultura: indispensabile per contrastare la NON cultura del governo e tornare a far parlare la società di diritti, solidarietà, uguaglianza e legalità;
    3.la contrattazione: che dovrebbe servire per rendere dignitosa la vita delle persone, dentro e fuori dal lavoro.

Ma la contrattazione degli ultimi anni (forse decenni) ha la responsabilità di aver tutelato e rappresentato meglio e di più coloro che già facevano parte del mondo del lavoro, chi magari era già un nostro iscritto.
E questo a scapito di chi nel mondo del lavoro doveva ancora entrare o magari era appena entrato e già stava pagando la sua parte con situazioni di precariato.

Oggi la situazione è degenerata, sui tavoli della contrattazione aziendale vediamo accadere di tutto.
E non parlo solo di FIAT, ricordo che nella grande distribuzione va di moda la disdetta dei contratti integrativi.
Il che vuole dire togliere a TUTTI i lavoratori, azzerare anni di conquiste.
E dove ancora si discute di rinnovi le richieste delle controparti, siano esse aziende o associazioni datoriali, sono ormai le più disparate ma sempre nell’ottica di togliere diritti e tutele.
Le controparti affermano che la coperta è troppo corta, nella migliore delle ipotesi e ciò può vuoler dire che solo alcuni lavoratori rimarranno al caldo…e ancora una volta quale sarebbe la scelta più facile?
Togliere ai giovani, ai precari, a quelli che già fatichiamo a rappresentare, a quelli più invisibili, che però sono il futuro del nostro paese.

Ma in questo modo si ricadrebbe nel vizio di sempre e le nuove generazioni crederanno sempre meno in un sindacato che non è in grado di garantire un futuro dignitoso per loro.
E questo è ciò che vediamo succedere nella contrattazione aziendale, dove la sfida è difficile e la categoria è schiacciata dai ricatti aziendali, così come nella contrattazione di primo livello in cui le controparti rappresentano un mondo imprenditoriale per lo più obsoleto, miope e refrattario al confronto sindacale.

In queste situazioni la nostra arma è la FANTASIA, ormai è indispensabile uno sforzo creativo per formulare proposte alternative a quelle inaccettabili che ci vengono presentate.
Ma credo sia oggi più che mai fondamentale un altro strumento, la contrattazione sociale e territoriale, con cui si può cercare di colmare il divario di tutele che penalizza i giovani.
In questo caso al tavolo non troviamo più una categoria che si scontra con un’azienda, sotto lo scacco di minacce di trasferimenti o licenziamenti.
Al tavolo ci sono LE categorie con la CONFEDERAZIONE che contrattano per garantire tutele sociali nell’interesse della collettività.
È questo il luogo in cui si può provare ad affrontare gli istituti, i diritti che ai giovani non sono più garantiti.

Il doc. sulle linee guida della contrattazione sociale propone alcuni importanti temi sulle politiche giovanili. Credo se ne possano aggiungere altri, che possiamo individuale dall’analisi dei punti critici dei nostri contratti nazionali e aziendali.
Credo che oggi più che mai la CGIL sia nelle condizioni di poter fare questo passaggio culturale, la presenza dei giovani nelle nostre strutture non può che essere indice di un rinnovamento che, una volta interiorizzato, potrà essere il naturale strumento per la rappresentatività e il coinvolgimento delle nuove generazioni.