“Intervento” Agenti di commercio, liberalizzazione al contrario (F.De Gregorio)

22/09/2006
    venerd� 22 settembre 2006

    Pagina 30 – Economia

    L’intervento
    Dopo il decreto legge Bersani-Visco

    Agenti di commercio,
    liberalizzazione al contrario

    di Fulvio De Gregorio*
    *segretario generale Federagenti

      La Federagenti, federazione degli agenti e rappresentanti di commercio dichiarata maggiormente rappresentativa dal ministero del lavoro e delle politiche sociali, ha sollecitato la revisione della legge sul ruolo degli agenti di commercio (legge n. 204/85) da quando la Corte di giustizia europea, nel lontano 1998, aveva stabilito che, in attuazione della direttiva europea n. 653/86, la ditta preponente potesse avvalersi per lo svolgimento dell’attivit� di agenzia di chi non � iscritto al ruolo agenti e che, in tal caso, il relativo contratto fosse perfettamente valido ed efficace.

        In ottemperanza a quanto ora detto, confermato da numerose sentenze della Corte di cassazione, la Fondazione Enasarco ha modificato il proprio regolamento delle attivit� istituzionali, eliminando il requisito dell’iscrizione a ruolo presso le camere di commercio dalle condizioni necessarie per l’iscrivibilit� alla propria gestione previdenziale e la stessa Agenzia delle entrate, a seguito di interpello della Federagenti, ha precisato che le detrazioni fiscali per l’auto spettano agli agenti e rappresentanti, seppure non iscritti al ruolo.

          Qualsiasi altro stato della Comunit� europea avrebbe preso atto della situazione e, in attesa di adottare nuove regole, avrebbe abolito il ruolo e consentito l’iscrizione al registro delle imprese, in qualit� di agente di commercio, a chi ne facesse richiesta.

            Al contrario, con una logica tutta italiana, si � pensato bene di demandare la questione all’ennesima commissione di studio e il ministero dello sviluppo economico, competente per materia, si � ben guardato dall’adottare un provvedimento chiaro che consentisse di gestire la fase transitoria in modo uniforme su tutto il territorio, scaricando sulle camere di commercio (o meglio sui conservatori dell’ufficio di registro delle imprese) l’onere di assumere decisioni in proposito.

              Risultato: ogni camera di commercio fa storia a s�. Catania consente l’iscrizione al registro delle imprese avendo abolito il ruolo agenti, Brescia lo mantiene, consentendo comunque l’iscrizione al registro delle imprese, e Rovigo addirittura vieta l’iscrizione al registro delle imprese a chi non sia iscritto al ruolo. Moltiplichiamo il tutto per il numero delle camere di commercio e il caos �� servito.

                Ci saremmo quindi aspettati che il ministro Bersani, tanto sensibile al richiamo delle liberalizzazioni da eliminare per decreto gli albi per l’intera categoria del commercio, cogliesse tale occasione per cancellare l’evidente strappo della norma italiana rispetto a quella europea.

                  Purtroppo non solo non � stato cos� ma con colpevole abbaglio ed evidente dispregio delle indicazioni degli eurogiudici il decreto Bersani si � preoccupato di modificate la legge n. 204/85 soltanto per trasferire alle camere di commercio gli adempimenti per la tenuta del ruolo agenti prima di competenza di apposite commissioni. Per quali incombenze, c’� da domandarsi, visto che il ruolo � in contrasto con la direttiva europea sopra citata e, quindi, non ha pi� ragione di esistere?

                    La delusione � francamente forte perch� molti in passato (da ultimo la Filcams Cgil) hanno sottolineato che il vero motivo delle resistenze contro l’abolizione del ruolo agenti sia da individuarsi nell’enorme giro d’affari che ruota intorno alla frequenza dei corsi che la legge n. 204/85 impone per l’esercizio dell’attivit�.

                      Interpretazione forse maliziosa, ma che ci trova pienamente concordi, perch� i corsi, come oggi sono organizzati, non risultano affatto selettivi e non costituiscono un arricchimento reale di professionalit� per chi li segue.

                        Proprio per questi motivi la Federagenti, di fatto in sintonia con la Fiarc Confesercenti, aveva proposto gi� nella scorsa legislatura di liberalizzare l’attivit�, prevedendo il rilascio di una certificazione di qualit� a chi frequenta con profitto corsi di aggiornamento di contenuto formativo e pratico, come avviene per altre categorie professionali. Ci� con l’obiettivo di formare una classe di agenti/consulenti al passo con le richieste del mercato e le esigenze delle ditte preponenti. (riproduzione riservata)