«Intervenire subito su Irap incentivi e competitività»

22/09/2004


            mercoledì 22 settembre 2004

            ECCO I PUNTI PRINCIPALI DEL DOCUMENTO CONSEGNATO AL PREMIER
            «Intervenire subito su Irap incentivi e competitività»
            Si punta alla crescita, da favorire mettendo in campo più risorse
            pubbliche e private. «Meno tasse solo se non si rinuncia al rigore»

            ROMA
            TUTTE le imprese insieme. Per promuovere sviluppo e competitività. E stimolare il governo a disegnare una politica economica tesa alla crescita. Diciotto sigle hanno unito gli sforzi e preparato un documento per il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Sono le associazioni rappresentative delle imprese (Abi, Agci, Ania, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confetra, Confindustria, Confservizi e Legacoop più Unioncamere).


            Il documento è arrivato a Palazzo Chigi alla vigilia dell’incontro di stasera fra governo e parti sociali sulla legge finanziaria 2005. Contiene le priorità indicate dalla imprese: dalla ricerca al turismo, dall’intervento sull’Irap alle regole per il risparmio fino alla svolta per il progettato federalismo troppo oneroso. Si guarda alla crescita da costruire con investimenti pubblici e privati e meno tasse solo se non si rinuncia al rigore: lo impone il debito pubblico. Dopo quello di fine luglio è il secondo documento congiunto delle imprese. Segno di una forte volontà comune. Il documento, afferma il direttore generale della Confindustria Maurizio Beretta, fissa «alcuni punti fermi per il confronto che si dovrà sviluppare».

            NUOVE SFIDE.
            Con la convinzione che «le nuove sfide» impongono alle «forze sociali e produttive a confrontarsi e a lavorare insieme in modo coeso e solidale». Nell’introduzione viene ribadito il valore del «trasparente dialogo tra le forze sociali e le istituzioni che si realizza» con il «metodo della concertazione». Quindi «dialogo» e «confronto» con i sindacati per migliorare «la rete di protezione sociale» e relazioni sociali condivise.

            COMPETITIVITA’.
            Il documento è articolato in tre parti. La prima riguarda «le riforme per la competitività» prive «in linea di massima» di impatto sui conti pubblici. Primi punti: accelerazione della semplificazione burocratica, revisione degli sportelli unici, riduzione dei ritardi «insopportabili» dei pagamenti della pubblica amministrazione. Chiesta una «svolta» per il federalismo: con l’attuale versione sarebbe «più complessa, confusa e costosa la macchina amministrativa».

            Sollecitati poi un «nuovo impulso» alle liberalizzazioni, il superamento delle «rigidità che caratterizzano l’esercizio delle professioni», la revisione nel rispetto delle disposizioni europee delle normative ambientali.


            La rapida approvazione del disegno di legge per il risparmio è necessaria per «rafforzare la fiducia dei risparmiatori. Perciò è giudicata «importante». Altri punti: riforma della legge fallimentare, avvio della riforma della previdenza complementare, proseguimento della lotta contro illegalità, criminalità e sommerso.

            SVILUPPO.
            La seconda parte del documento riguarda le politiche per lo sviluppo e gli incentivi. «Grande importanza» è attribuita agli investimenti in infrastrutture con l’esigenza di un «impegno finanziario coerente con gli obiettivi» del documento di programmazione.

            Molto ampio il capitolo ricerca e innovazione. Necessari «il riposizionamento strategico del sistema produttivo» orientandolo alla «qualità», il completamento delle riforme dell’università e della ricerca pubblica, il rifinanziamento dei fondi per l’agevolazione, un trattamento fiscale più favorevole per gli investimenti in ricerca e innovazione, l’ampliamento del credito di imposta per il trasferimento di risorse da imprese a università e centri di ricerca, il supporto all’alta tecnologia, la formazione continua.


            In rapporto all’annunciata revisione degli strumenti di sostegno alle imprese, per le imprese è necessaria la «certezza» del «punto di arrivo delle modifiche». Altrimenti si riduce la propensione a investire nelle aree meno sviluppate. Il fondo rotativo deve disporre di una dotazione adeguata. La questione degli incentivi va posta «in correlazione» con le decisioni per il fisco.


            Il documento parla anche di confidi, fondi di garanzia e fondi strutturali. Alla crescita di dimensione delle imprese si può puntare con «strumenti fiscali» che la incentivino premiando «i processi di integrazione». Attenzione anche agli strumenti per favorire la capitalizzazione delle imprese.

            PRESSIONE FISCALE.
            La terza parte del documento riguarda «il nodo della riduzione della pressione fiscale». Le imprese sottolineano che «le riduzione fiscali, per avere effetti positivi sulla crescita dovranno necessariamente trovare copertura nella riduzione della spesa». Sono «contraddittorie» le recenti misure di inasprimento per banche e assicurazioni; la revisione degli studi di settore non può aumentare «surrettiziamente» il carico fiscale.

            Coerentemente all’«obiettivo di fare dell’Italia entro il 2010 il primo paese in Europa» per attrazione turistica si ipotizza la revisione delle aliquote Iva. Per l’Irap chiesta l’esclusione dalla base di calcolo dei costi per la ricerca. In prospettiva si ripropone la graduale eliminazione già ipotizzata dal governo. Fiscalità di vantaggio per il Sud e sgravio Irap sulla nuova manodopera sono gli ultimi due punti.