Internet ha fame di tecnici, ecco i mestieri vincenti

05/12/2000



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5 Dicembre 2000Oggi in edicola Pagina 15
Internet ha fame di tecnici
ecco i mestieri vincenti

Nuove professioni per frenare la disoccupazione

di STEFANO CAVIGLIA


ROMA – Non si placherà facilmente la fame di tecnici per i mestieri dell’economia di Internet. Anzi, il numero dei lavoratori mancanti avrà un’impennata impressionante nei prossimi due anni: dai 112.000 di oggi ai 215.000 del 2002. A lanciare l’allarme è l’ultimo rapporto di Federcomin (imprese delle comunicazioni e dell’informatica di Confindustria), che si tuffa nel mondo delle nuove professioni per spiegare quali sono le più richieste e come si fa a renderle accessibili al maggior numero di giovani italiani.
Tema delicatissimo, di cui appare sempre più evidente l’ importanza. Il ministro del Lavoro, Cesare Salvi, intervenendo ieri alla presentazione, ha colto al balzo la palla dei risultati dell’indagine per accostarli alla proposta di una "terapia d’ urto" avanzata dal candidato premier del centro sinistra, Francesco Rutelli. "E’ dal Mezzogiorno – ha detto – che deve partire la terapia d’urto, mentre sarabbe sbagliato pensare di risolvere il problema solo aprendo le frontiere ad altri paesi". In ballo c’è il programma di riconversione di 600.000 giovani disoccupati del Sud proposto dal governo.
Il problema, sia ben chiaro, non affligge solo l’Italia, ma l’intera l’Europa. Lo "skill shortage" (così è definito lo scarto fra i tecnici necessari e quelli disponibili) all’interno dell’Ue è già oggi di circa un milione e 400.000 persone e sarà di quasi 2 milioni e mezzo nel 2002. E le percentuali sono anche superiori alle nostre. All’ 11% attuale dell’Italia fa riscontro il 13% europeo, che si prevede diventerà 19% nel 2002 (contro il 18% italiano).
Quello che emerge con forza dallo studio presentato ieri è che un maggior livello di informazione sui nuovi mestieri è indispensabile per far crescere l’occupazione. Ecco le notizie principali che si ricavano sulle 13 nuove professioni più richieste dalla "new economy". Per impararle ci vogliono, fra attività di docenza e esercitazioni di laboratorio, almeno 500 ore di formazione. Per diventare "gestore di reti", ad esempio (colui che governa il funzionamento delle reti di comunicazione all’interno di un’azienda) sono necessarie 584 ore. Poche ore in più sono richieste a chi voglia diventare "progettista di architetture software", una delle figure chiave dell’economia di Internet, che realizza le componenti fondamentali per il funzionamento dei pc e delle sue applicazioni in rete.
Informazioni che servono sicuramente ai giovani per aiutarli a imboccare una strada in fondo alla quale non ci sia la disoccupazione, ma anche alle aziende che dovrebbero assumerli, che devono sapere chi è titolato a fare un certo mestiere o come devono prepararlo se non ne trovano di già formati sul mercato. Chi vuol saperne di più, può cliccare sul sito di Federcomin www.ict-job.it.