Internalizzazione servizi di pulizia nelle scuole: una buona occasione, che rischia di non essere per tutti

06/12/2018
Scuole belle, manigestazione ex Lsu e Appalti Storici

Il 4 dicembre la Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento alla Legge di Bilancio 2019 che dà certezza sull’internalizzazione dei servizi di pulizia e ausiliariato nelle scuole di ogni ordine e grado a far data dal 1 gennaio 2020.

L’emendamento prevede che per ricoprire i posti necessari allo svolgimento di tali servizi verrà avviata dal Miur una procedura selettiva per titoli e colloqui per procedere alle assunzioni dei dipendenti a tempo indeterminato presso le imprese che attualmente svolgono i servizi di pulizia e ausiliariato in appalto.

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Le risorse destinate a tale processo di internalizzazione provengono dal superamento del Decreto del Presidente della Repubblica del 2009 che ha istituito i cosiddetti ATA accantonati.

La norma prevede altresì che per stare nei limiti di spesa delle risorse corrispondenti agli attuali ATA accantonati (circa € 292 milioni) le assunzioni potranno essere effettuate anche a part time e una volta determinato tale tipologia di rapporto di lavoro non potrà essere trasformato a tempo pieno.

Si prevede inoltre un ulteriore stanziamento di risorse pari a € 94 milioni, che si aggiungono ai € 96 mln già stanziati fino a giugno 2019, per la copertura dell’intero anno procedendo con la proroga dell’attuale convenzione Consip.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil ritengono il traguardo dell’internalizzazione un positivo risultato e che l’emendamento approvato sia un importante passo verso il compimento di tale percorso, ma il provvedimento così come scritto non dà garanzie a tutta la platea delle lavoratrici e dei lavoratori che da quasi vent’anni sono occupati negli appalti delle scuole.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil, unitamente ai propri Rappresentanti Sindacali degli appalti delle scuole, avrebbero voluto poter ragionare con la compagine governativa, per permettere di rendere davvero possibile un processo di internalizzazione di tutti i 16.000 lavoratori attualmente occupati nei servizi di pulizia e ausiliariato e dare finalmente una risposta certa e risolutoria fino in fondo a queste lavoratrici e lavoratori.

“Vorremmo evitare” affermano i sindacati, “che una norma di legge, seppur buona, metta a rischio circa la metà della platea dei lavoratori interessati e che il prezzo maggiore lo paghi un’altra volta il sud. Perché purtroppo coi proclami non si va da nessuna parte se non si conoscono a fondo i problemi e le loro origini, ma ad oggi nonostante la reiterata e continua richiesta di ripristinare un tavolo politico” composto da Miur, Ministero del Lavoro e Ministero delle Finanze con la regia la Presidenza del Consiglio “è rimasta inascoltata e questi attualmente sono i risultati.”

Il tempo per poter recuperare i limiti esposti c’è ancora e le categorie dei sindacati confederali  chiedono che questa volta lo si faccia ascoltando le lavoratrici e i lavoratori e chi li rappresenta in misura maggioritaria, per permettere davvero di trovare soluzioni certe di internalizzazione che tutelino tutta la platea dei 16.000 addetti c.d. “Appalti Storici e Ex Lsu”.

Leggi il comunicato sindacale