«Interinali con noi»

05/07/2002

5 luglio 2002



«Interinali con noi»
Esultano i metalmeccanici siciliani per lo sciopero generale Cgil riuscito in tutte le regioni. Oggi il Nordest, domani i poligrafici in tutt’Italia


CARLA CASALINI


La qualità di uno sciopero, loro la misurano così: «C’erano anche i lavoratori interinali», e hanno ragione i delegati e dirigenti siciliani della Fiom che sottolineano la partecipazione dei ragazzi in affitto, «sempre sotto ricatto», allo sciopero generale di 4 ore della Cgil «in difesa dell’articolo 18», ma anche «di tutti i diritti del lavoro e sociali sotto tiro del governo Berlusconi». Si è fermata la Sicilia metalmeccanica e dell’industria, soprattutto, a riempire le alte percentuali di «adesione oltre le aspettative», diffuse dalla Cgil regionale. «Noi siamo sicuri di vincere, perché parliamo di cose concrete», ha detto Betty Leone, segretaria generale dello Spi al comizio di Palermo, solcata, come le altre province dell’isola, dai cortei di manifestanti. «Circa il 75% ,con adesioni fino al 100%», e «in alcune realtà anche oltre lo sciopero generale unitario del 16 aprile», commenta il segretario della Fiom siciliana Rosario Rappa. Le punte più alte tra gli operai metalmeccanici – ma si sono dati da fare anche gli addetti della `ricerca’ – e tra gli edili: la Fiat di Termini imerese ha cominciato a fermarsi ieri mattina, per poi totalizzare il «miglior risultato» nel secondo turno; alla grande, come previsto, ai Cantieri navali di Palermo, alla Imesi, pienone di scioperanti nelle installazioni telefoniche – Infotel, Intelit, Ericsson – del capoluogo. A Catania di nuovo i metalmeccanici in testa agli scioperi, dalla St microelectronics alla Omnitel, alle acciaierie siciliane, così come a Messina nell’area industriale di Giammoro, nella cantieristica, nella centrale Enel; fermi gli edili, con punte del 90% nel cantiere di Sigonella, del 100% al «Lino Ferrari», e nell’area industriale di Siracusa – dove il giorno prima avevano già scioperato unitariamente i chimici, e però ieri 2000 operai sono di nuovo usciti dal Petrolchimico per lo sciopero della Cgil. A Ragusa metalmeccanici al 90%, fino al 100% alla Almer; così come al cantiere navale e all’Ausonia di Trapani, dove lo sciopero ha fermato il settore del marmo.

Sit in, comizi, gazebo nelle città, dove sono comparse anche bandiere di Cisl e Uil: con questi numeri, è ovvio che hanno scioperato anche loro tesserati, e forse è questo che ha spinto la Cisl a ingaggiare una ‘guerra delle cifre’ sulle adesioni allo sciopero. «Eh, molti loro iscritti ballano», commentano delegati della Fiom, mentre il segretario della Cgil siciliana Aldo Amoretti sferza la trattativa no stopo col governo: «Cisl e Uil si erano illuse che mollando sull’art.18 avrebbero ottenuto risultati brillanti sul resto delle cose in gioco, invece non c’è un bel niente, soprattutto per il Mezzogiorno».

Lo sciopero generale dell’Abruzzo ha confermato le punte più alte nell’industria, meccanica, chimica, tessile, «fra l’80 e il 100%», segnala la Cgil. «Ferma la produzione» nelle grandi fabbriche del chietino – sottolineano alla Fiom – alla Fiat Sevel, alla Denso, alla Pilkington. Ma anche alla Brion Roman Style, negli Appalti Ausimont, nel Cenetificio di Pescara, per citare alcuni esempi di successo. Partecipi delegati e dirigenti di fabbrica di Fime e Uilm: alla Honeywell l’intera Rsu ha deciso perlo sciopero, e qui la Uilm ha tentato di correre ai ripari indicendo 6 ore di sciopero – 4 ieri e 2 oggi, «a sostegno della trattativa» romana.

Anche in Molise Cgil «soddisfatta»: molto bene il «comparto privato, all’80%», e «al 50% il pubblico impiego». Ma si registra anche una punta bassa alla Fiat di Termoli : «pesa molto la paura dei lavoratori di perdere il posto per la crisi dell’azienda», commenta il segretario Cgil del Molise Petrarola. Dai chimici, il segretario della Filcea Zambianchi, segnala che però alla Crompton e alla Fis «è stato negato ai dipendenti di partecipare allo sciopero: le aziende sono classificate « a rischio di incidente rilevante», e sempre, negli scioperi, sono garantite le squadre a salvaguardia degli impianti, ma ieri sarebbero stati «comandati» tutti i lavoratori. Nel Lazio, dove gli edili si sono fermati per 8 ore, lo sciopero ieri è riuscito «all’80%, le medie dei precedenti scioperi», bene i metalmeccanici, anche se la la Fiat di Cassino si accontenta del suo «50%», belle, tra le manifestazioni cittadine, quelle di Viterbo, Frosinone; a Roma – dove la zona sud metalmeccanica si è fermata a inizio turno, con iniziative insieme ai «disobbedienti» – la manifestazione è sfociata nella serata spettacolo di piazza Navona.

Oggi si ferma tutto il Nordest, e la Puglia. Domani c’è lo sciopero nazionale dei poligrafici , e dunque i giornali dovrebbero non uscire: la Federazione nazionale della stampa invita «tutti i colleghi a evitare qualunque improrpia attribuzione di mansioni» che fossero richieste dalle aziende ai giornalisti per vanificare lo sciopero, e sottolinea il sostegno a eventuali «assemblee di redazione» indette dai cdr.