Interinale: nel 2004 il settore si rilancerà

16/07/2004


          sezione: ITALIA-LAVORO
          data: 2004-07-16 – pag: 19
          autore: LAURA DI PILLO
          Il punto / Previsto un incremento del 16%
          Nel 2004 il settore si rilancerà
          MILANO • L’interinale ricomincia a correre. E a sette anni dall’introduzione dell’istituto nel ’97 (legge n.196), il passo del mercato si fa più veloce. Secondo le stime diffuse da Confinterim (una delle tre associazioni di categoria) si attende per il 2004 una crescita del 16% a circa 3,9 miliardi di euro dai 3,3 del 2003.
          Dopo il decremento continuo delle percentuali di sviluppo del business negli ultimi anni, la legge Biagi e l’ampliamento dei settori di utilizzo del lavoro temporaneo fanno prevedere un’inversione di tendenza. In Italia il numero di rapporti di lavoro interinali attivati nel 2003 è stato pari a circa un milione, ripartiti nei diversi settori produttivi: 55% nell’industria (in flessione rispetto al passato), 25% nei servizi (dato in crescita), 17% nel commercio. Tra le new entry l’edilizia 2,10% e l’agricoltura 0,60%.
          Circa 300mila le aziende che hanno utilizzato l’interinale dal 1997.
          E per diverse ragioni: nella maggior parte dei casi (78%) per coprire picchi produttivi, ma si ricorre al lavoro temporaneo anche per sostituire lavoratori assenti (16%) e per commesse improvvise (6%).
          Cresce intanto la presenza femminile: il 43% dei lavoratori impiegati è donna (38% nel 1999), 57% gli uomini.
          Ma il ricorso al lavoro interinale si fa strada anche tra profili professionali medio-alti: il 33% dei contratti attivati ha riguardato lavoratori con licenza media inferiore, il 44% con diploma di scuola media superiore e il 12% con la laurea.
          Resta forte in Italia la concentrazione territoriale.
          Secondo una ricerca dell’Ires il 73,4% delle imprese utilizzatrici è infatti localizzata al Nord (il 40% nel NordOvest). Al Centro e al Sud sono presenti rispettivamente il 15,8% e il 10,7% delle filiali delle 70 agenzie attive sul mercato.
          A livello europeo il mercato resta interessante: secondo i dati della Ciett (la Confederazione internazionale delle agenzie di lavoro temporaneo) i lavoratori inviati quotidianamente in missione in Europa sono circa 2 milioni. Un business che nel 2002 ha superato i 73 miliardi, di poco inferiore a quello degli Stati Uniti che rappresentano una fetta del 37,5% del mercato globale valutato valutato oltre 160 miliardi. Paesi Bassi, Gran Bretagna, Francia e Belgio sono i Paesi in Europa che utilizzano maggiormente il lavoro interinale. Oltralpe il volume d’affari del mercato nel 2003 ha superato i 17 miliardi di euro.