Interinale, boom di agenzie

23/01/2001

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Martedì 23 Gennaio 2001
italia – lavoro
pagina 16

Continua l’espansione del settore: per il 2001 le maggiori società prevedono l’apertura di 800 filiali.
Interinale, boom di agenzie.
Esperti del commerciale e della selezione i profili più richiesti

MILANO Le società di lavoro interinale continuano la loro corsa potenziando gli organici e aprendo nuove filiali su tutto il territorio. In pole position c’è Adecco che cerca mille dipendenti — tra direttori di filiale, responsabili commerciali, responsabili di selezione e amministrativi — e apre 216 agenzie, che si aggiungono alle 410 già esistenti per proseguire il piano di espansione territoriale.

Da un’indagine campionaria sul settore, analizzando i dati relativi allo sviluppo di dieci società di lavoro temporaneo, risulta che nel 2001 ci saranno almeno 2.185 nuovi dipendenti assunti e il numero di nuovi uffici supererà quota 800. I profili professionali richiesti dalle società del settore sono responsabili di filiale (preferibilmente laureati e con esperienza nella vendita di servizi alle imprese cui affidare la gestione del "negozio"), funzionari commerciali e responsabili area (questi ultimi con esperienza commerciale e contatti con il tessuto imprenditoriale della zona), addetti alla selezione e personale amministrativo con varie qualifiche (addetti ufficio acquisti, ufficio paghe, responsabili di gestione, ragionieri, contabili esperti).

«Nel 2000 abbiamo triplicato il nostro fatturato superando i mille miliardi — dice Sergio Picarelli, direttore commerciale di Adecco — e aumentato il numero delle aziende clienti (circa 15mila), dei lavoratori dipendenti (ora sono 1.600) e quello dei temporanei che è stato nell’anno appena concluso di 26mila al giorno. L’investimento per l’apertura di 216 filiali nasce dalla certezza che il mercato è ancora ricco di opportunità e offre ancora larghi margini di crescita all’applicazione di questo strumento lavorativo, ma anche dalla volontà di essere sempre più vicini a chi è in cerca di lavoro e alle aziende impegnate in una avanzata gestione delle risorse umane».

Sulla scia del buon andamento generale del comparto registrato nel 2000 — si sono sfiorati i 700mila avviamenti complessivi, mentre il fatturato è stato triplicato superando i 3.400 miliardi — sono entrati in questo settore la Fiat (che ha rilevato il 51% di Worknet) e numerose banche come Credito Italiano, Banca di Roma e Dresdner Bank.

«Quest’anno ci si aspetta un incremento ancora più deciso del business — spiega Marco Ceresa, direttore generale di Randstad — anche perchè è stato finalmente sbloccato il fondo per la formazione che consentirà alle società di essere maggiormente aderenti alle richieste delle imprese clienti».

L’espansione interessa tutte le aree del Paese, ma c’è anche chi ha pensato di presidiare zone all’estero come Quanta che apre a Lugano, mentre E-work, oltre a raddoppiare i "negozi" ha approntato una filiale mobile costituita da un minivan attrezzato per fare selezione itinerante di lavoratori.

«L’apertura a Lugano — spiega Enzo Mattina, vicepresidente di Quanta — costituisce un primo passo verso l’espansione all’estero che proseguirà probabilmente con Francia e Gran Bretagna. Per cominciare a "mettere il naso fuori casa" — prosegue Mattina — è stata scelta la Svizzera perchè in questo Paese la legge prevede che con una singola autorizzazione si possono svolgere più attività, come il collocamento privato e la ricerca e selezione di personale, e quindi fare più business».

Per essere più puntuali alle richieste delle aziende clienti, le società di fornitura stanno aprendo divisioni dedicate a settori particolari e questo provoca il lievitare di personale interno, come spiega Mauro Gori, presidente di Obiettivo Lavoro: «Oltre al potenziamento della rete di vendita che nel nostro caso comprende anche Sicilia e Sardegna, la necessità di specializzarsi in settori particolari come edilizia, turismo e pubblica amministrazione e la ricerca di lavoratori sempre più qualificati richiede inevitabilmente un aumento dei dipendenti». Ma il problema, l’allarme è già stato lanciato e riguarda più settori e aree geografiche, è che i dipendenti si trovano con fatica. «Visto l’alto numero di richieste la figura più difficile da reperire è il commerciale — afferma Nicoletta Spina, amministratore delegato di Temporary —. Anche perchè nel nostro settore essere abili a vendere non basta, ma bisogna conoscere le dinamiche del mercato del lavoro e avere una speciale sensibilità per la vendita di risorse umane».

Luca Vitale