Interinale, apripista per il primo posto

19/04/2001

Il Sole 24 ORE.com

Giovedì 19 Aprile 2001 
Italia-Lavoro
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    In Usa serve soprattutto per reinserire gli adulti

    Interinale, apripista per il primo posto
    Luca Vitale
    MILANO. Il lavoro temporaneo in Italia si conferma strumento per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, mentre negli Stati Uniti è utilizzato soprattutto per il reinserimento dei lavoratori adulti spesso espulsi dall’attività produttiva.
    Secondo i dati forniti dal ministero del Lavoro ed elaborati dalla società di fornitura di lavoro temporaneo Italia Lavora, emerge come l’impiego interinale in Italia sia utilizzato nel 63% dei casi da giovani di età inferiore ai 29 anni, come strumento per la ricerca del primo posto. Gli addetti under 25 che nel 2000 hanno sperimentato il lavoro interinale rappresentano il 32,4% del totale degli occupati in affitto.
    La stessa tendenza italiana si conferma in Spagna, dove nel 2000 i lavoratori a tempo sotto i 29 anni sono stati ben il 74 per cento. Sia in Italia sia in Spagna gli addetti sopra i 35 anni che ricorrono al lavoro a tempo sono percentuali ridotte: rispettivamente il 18 e il 15 per cento.
    Il lavoro interinale cambia scenario, invece, negli Stati Uniti dove è impiegato nella maggior parte dei casi da lavoratori con più esperienza e anni di lavoro alle spalle, appartenenti alla fascia di età compresa tra i 35 e i 39 anni. Si tratta principalmente di lavoratori espulsi dal mondo del lavoro che cercano un reinserimento sociale o dai "lavoratori temporanei di professione", soprattutto donne — negli Usa rappresentano il 57,8% dei lavoratori interinali contro il 34,9% dell’Italia —, che per scelta o necessità decidono di rimanere occupati in affitto.
    Per quanto riguarda i settori di utilizzo, in Italia la parte del leone viene fatta dall’industria con il 77,3% dei lavoratori impiegati, mentre il commercio segna un 17% ed è praticamente inesistenti in gli altri comparti. Sia negli Stati Uniti sia in Spagna, invece, il settore più interessato dal lavoro temporaneo è il commercio con percentuali di utilizzo, rispettivamente, del 51,8% e 44,2 per cento. L’industria americana ha usato invece nel 2000 il 29,8% dei lavoratori a tempo, mentre quella spagnola il 34,9 per cento. Anche in questi Paesi risulta scarso il ricorso al lavoro interinale da parte degli altri settori: in Spagna da evidenziare solo l’agricoltura (4,8%) e le costruzioni (4,6%), mentre negli Stati Uniti i servizi (7,4%) e l’edilizia (2,5%).
    La durata media delle missioni in affitto in Italia vede il 28% dei lavoratori occupati per periodi che variano da cinque mesi a un anno. Il 25% degli interinali è impiegato invece per missioni che variano da uno a tre mesi, mentre il 19% ha un incarico compreso da tre a cinque mesi. La durata media delle missioni in Italia, più lunga rispetto a quella registrata in altri Paesi europei, può essere interpretata con il fatto che l’impiego interinale viene usato dalle aziende non solo come strumento di flessibilità, ma anche come periodo di prova prolungato in vista di una futura assunzione definitiva del lavoratore.
    La distribuzione degli sportelli di lavoro temporaneo in Italia conferma una maggior concentrazione in presenza delle attività produttive: il 58% delle filiali si trova nel Nord-Ovest, il 18% nel Nord-Est, il 17% nel Centro Italia e solo il 7% al Sud.
    Giovedì 19 Aprile 2001
 
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