Intercettazioni, frenata del governo per i giornalisti ridotti carcere e multe

21/05/2010

ROMA – Marcia indietro del governo sull´entità del carcere e sulle multe ai giornalisti che pubblicano atti giudiziari o intercettazioni. Da due mesi di cella si scende alla metà. Da 10mila euro si cala a 5mila per i verbali e da 20mila a diecimila per gli ascolti. Una mossa simile, ma soltanto lunedì, sarà fatta anche per gli editori: resta identica la cifra massima, 465mila euro, che potrebbero esser costretti a pagare se la sbobinatura integrale di una telefonata finisce sul giornale, ma diminuisce fino a 25.800 euro, rispetto all´attuale soglia di 64.500, il gradino minimo.
L´annuncio arriva, alle 15 e 30, dal relatore del ddl, l´ex toga in quota Pdl Roberto Centaro, che su Sky partecipa a un dibattito sugli ascolti. Dichiara Centaro: «Vengo da una riunione con il ministro della Giustizia Angelino Alfano e Niccolò Ghedini nella quale, ovviamente con l´accordo del presidente Berlusconi, si è deciso di ritirare il mio emendamento che aggrava le pene per i giornalisti». L´aveva presentato appena due settimane fa.
Poche ore dopo è il presidente della commissione Giustizia Filippo Berselli ad annunciare l´ulteriore modifica per gli editori. I segnali del giorno prima, l´improvviso rinvio della seduta notturna a lunedì, lo stop dei lavori giusto sulle sanzioni alla stampa adesso si spiegano con il ripensamento, una vera marcia indietro, della maggioranza. Che, prima dell´arrivo del testo in aula tra una settimana, potrebbe essere ben più consistente e riguardare altri punti controversi del testo.
D´altra parte il mondo dell´informazione è in rivolta. Il presidente della Fnsi Franco Siddi conferma lo sciopero. Sky, con un duro comunicato, preannuncia un ricorso alla Corte europea dei diritti dell´uomo di Strasburgo contro una legge che contiene «un grave attacco alla libertà di stampa e di espressione e costituisce una grave anomalia a livello europeo». Non basta: Striscia la notizia, un programma delle tv del Cavaliere, ieri sera ha mandato in onda un servizio sui calciatori del Cagliari che, in auto, violano i limiti di velocità, commentandolo poi così: «Con la nuova legge sulle intercettazioni non lo avreste mai visto (per via della norma D´Addario sulle riprese "rubate", ndr.). Ma siamo sicuri che non passerà».
Il passo di Alfano, Ghedini, Centaro non raccoglie una sola parola nel centrodestra, finiani a parte. L´opposizione lo giudica positivamente, ma aggiunge però che «è troppo poco e non basta». Ecco la capogruppo pd Anna Finocchiaro: «Dopo la nostra ferma opposizione è una notizia positiva, ma resta la grave limitazione della libertà di stampa e quindi della democrazia». Il vice Felice Casson: «È un passo significativo ma del tutto insufficiente». L´altro vice Luigi Zanda: «L´Italia è già al 72esimo posto nelle classifiche internazionali sulla libertà d´informazione. La tv, all´80-90%, è controllata da Berlusconi. Contro il ddl serve disobbedienza civile». Vincenzo Vita: «Siamo alle prove tecniche di un regime autoritario». Antonio Di Pietro: «È l´ennesimo tentativo di mercanteggiare del venditore ambulante Berlusconi, il segno di una sconfitta del regime che vuole tappare la bocca ai giornalisti». Luigi Li Gotti (Idv): «Solo fumo negli occhi, perché resta la spada di Damocle delle multe agli editori». L´Udc con Giampiero D´Alia: «Un buon passo indietro».