“Interceptor” «Una volta c’era il Msi»

20/06/2006
    marted� 20 giugno 2006

    Pagina 5 – Primo Piano

    ATTO D’ACCUSA UNA PIOGGIA DI SMS RIVELA IL MALESSERE DELLA DESTRA

      �Una volta c’era il Msi
      ora poltrone e alcove�

        I nostalgici: che delusione i colonnelli di An

          la storia
          MATTIA FELTRI

            ROMA
            Gira un sms fra la gente che fu del Movimento sociale: �Hanno arrestato il Re e il portavoce di Badoglio�. C’� la sfumatura nostalgica e la randellata. Gianfranco Fini come il maresciallo d’Italia: traditore. E c’� l’ironia della storia replicata in farsa.

            Il Duce venne fucilato con l’amante, il portavoce di oggi viene intercettato mentre chiama a convegno carnale la ragazzina ambiziosa, e sembra il bilancio di cinque anni al comando. E’ Alleanza nazionale rimasta alla fase orale: due anni fa, al congresso giovanile di Viterbo, i gasparriani accusarono gli alemanniani di aver �bevuto troppo latte della Parmalat�; gli alemanianni replicarono coi �troppi francobolli leccati� dai gasparriani.

            L’anello di Tolkien, dicono oggi, logora chi detiene il potere. Altroch� Andreotti. Logora e corrompe. Il ministro Gianni Alemanno prendeva la pubblicit� da Calisto Tanzi per �Area� mentre c’era in ballo la questione �Fresco Blu�. Oppure andava al muso contro muso con Giulio Tremonti per assumere quasi seicento forestali come truppe personali, e quando Tremonti viene accantonato i forestali sono assunti.

            Rivendicazioni orgogliose
            Il ministro Gasparri esord� nel 2001 con rivendicazioni orgogliose. Si parlava dei tecnici al governo e lui la mise gi� dura: lottiamo da quando siamo ragazzi per avere una possibilit� di cambiare l’Italia, quei posti spettano a noi. Tre anni dopo aver avuto il posto, e precisamente alle Comunicazioni, dentro il partito gli rinfacciavano d’aver trasformato le Poste in agenzia di collocamento.

            Fra la gente che fu del Movimento sociale c’� Tomaso Staiti di Cuddia, milanese, fascista figlio di fascista e a lungo fiero oppositore di Giorgio Almirante. In �Confessione di un fazioso�, uscito per Mursia pochi mesi fa, scrisse: �… gli stessi che, qualche anno dopo, avrebbero buttato alle ortiche tutto, l’ortodossia, il passato e la fede, e sarebbero stati premiati con tante belle cariche pubbliche�. Si riferiva ai colonnelli. Non previde, semmai, che cosa avrebbero fatto di quelle cariche. �Per� avrei potuto immaginarlo�, dice oggi. Ed � spietato: �Avevano le pezze al culo e mentalmente le hanno ancora. Erano gi� antifascisti allora, e passi. Ma non lo dicevano. Volevano le seggiole. Cominciarono con lo spartirsi il partito, e quando sono usciti dal partito per entrare al governo si sono spartiti tutto il resto�.

            Altri sms. �… il piacere Sottile per l’inchiesta di Potenza…�. Sottile maiuscolo, nel senso di Salvatore, il portavoce. Di lui, Franco Bechis, quand’era direttore del �Tempo�, disse: �Come si fa a parlare con uno che ti dice: “Se scrivi qualcosa di male ti prendo a calci in culo”?�. Non era un’intercettazione telefonica ma rendeva. Si rischia di volare troppo alto, ma sembra l’esecuzione di Achille Starace, la macchietta del Ventennio che per� seppe morire da uomo.

            La fine nel ridicolo
            I regimi finiscono sempre nel ridicolo, e il sottile piacere � tutto l�. Il resto � consuntivo che porta a una domanda: � il fallimento di una classe dirigente? Gianfranco Fini si � scelto un profilo nobile, soprattutto nelle faccende internazionali, ma ha un portavoce e una moglie in combutta in affari strani. E i suoi fedelissimi si riuniscono alla �Caffetteria� di piazza di Pietra, a Roma, e commentano il suo sbarellamento per la collega di governo. Queste sono le cose che restano agli atti.

            Per esempio arriva Gennaro Malgieri in Rai al posto di Marcello Veneziani e per segnalare la svolta convoca i quadri, i dirigenti, il �personale artistico�. Allora prende parola Luca Barbareschi e dice: �Basta con soldi e mignotte!�. Applausi. Si va dal calibro massimo al piccolo cabotaggio. Ci sono di nuovo Alemanno, e poi Filippo Ascierto, Riccardo Pedrizzi e Pietro Armani che in un modo o nell’altro, e alcuni con un certo calore, si schierano al fianco di Antonio Fazio e Gian Piero Fiorani nella scalata della Popolare di Lodi ad Antonveneta.

            Sotto processo
            C’� il ministro dell’Ambiente, Altero Matteoli, sotto processo con l’accusa di aver avvisato un amico, l’ex prefetto di Livorno, di un’indagine su un suo abuso edilizio all’isola d’Elba. C’� naturalmente Francesco Storace e la storiaccia delle spie e della tentata eliminazione di Alessandra Mussolini dalla corsa per le Regionali, e proprio nelle ultime intercettazioni si sente Fabio Sabbatani Schiuma vantarsene. Ci sono le inchieste in cui sono rimasti dentro Silvano Moffa, Ugo Martinat, Franco Mugnai.

            E non sarebbe nemmeno questo il grave, dice un altro di quelli del Movimento sociale. E’ il regista Pierfrancesco �Ninni� Pingitore: �Il grave non � tanto quello che hanno fatto, ma quello che non hanno fatto. Gli appetiti sessuali e le miserie quotidiane pesano meno della totale assenza di progetto culturale. Non � un caso se nelle intercettazioni non escono cose come pensiamo a una casa editrice o progettiamo un festival del teatro. Anche il Duce riceveva a Palazzo Venezia, e poi faceva il Festival del Cinema, Cinecitt�, l’Eur…�. Ecco, il Duce che, come ricordava Gianfranco Fusco nelle �Donne di Mussolini�, non sapeva pi� che fare coi gerarchi in giro tutta notte a bere champagne e amare soubrette. �Ma quelli avevano fatto una guerra mondiale e la marcia su Roma. Avevano una grandezza che questi, per carit�… questo Sottile… che parla sempre sbattendo la bocca mentre mastica chewing gum�, aggiunge Staiti di Cuddia. Cos� via della Scrofa, dove ha la sede nazionale il partito, non � mai diventata la capitale di una nuova generazione illuminata, o almeno tosta e laboriosa, ma il covo della guerriglia. Quando Cosimo Proietti (altro protagonista dei fatti di questi giorni) venne eletto alla Camera, si disse: �Abbiamo ripetuto il gesto di D’Annunzio, che gett� un pitale pieno sul Parlamento. Noi ci abbiamo gettato Proietti�.

              Capo delle minoranze
              L� dentro, in via della Scrofa, Storace accett� il ministero della Salute dopo aver giurato che, in caso di sconfitta con Piero Marrazzo, avrebbe fatto il capo delle minoranze in Regione. L� dentro i colonnelli si sono sfidati e accordati e risfidati. Una forza centrifuga. Coi ribaltoni decisi da Fini, scocciato per le malevolenze della �Caffettiera�, alla guida di An in Lombardia fu messa Cristiana Muscardini al posto di Massimo Corsaro e del fratello di Ignazio La Russa, Romano. �Hanno occupato tutti i centri umiliando le altre correnti�, disse un consigliere comunale. E la Muscardini stese una bozza di programma: �Meglio la piazza del night�. Poltrone e alcove, niente altro? Niente altro, forse. Qualche funerale. Quello dell’ultimo figlio di Mussolini, il grande jazzista Romano. Tutti riuniti e in lutto, vecchia e nuova guardia. Uno che si avvicina a La Russa (Ignazio) e gli dice: �Non ti vergognare, fai il saluto romano…�.