“Interceptor” L’ira nei Monopoli assediati

20/06/2006
    marted� 20 giugno 2006

    Pagina 6 – Primo Piano

    NELLA SEDE DELLA SOCIET�, TRA DIPENDENTI IMBARAZZATI E QUALCHE SFOGO. E VISCO LANCIA L’INDAGINE SUI VIDEOGIOCHI

      L’ira nei Monopoli assediati
      �Ma noi non siamo corrotti�

        �Difficile che il dg si faccia comprare per ventimila euro�

          Alessandro Barbera
          ROMA
          Piazza Mastai si affaccia sull’affollato Viale Trastevere, ma dalla strada non si nota per via delle baracche di un mercato. Per questo spesso � deserta. Gli unici che la attraversano sono i dipendenti dei Monopoli che lavorano nel palazzo del ministero delle Finanze. Il clima? �Ottimo come sempre�. La vicenda Tino? �Non ne sappiamo nulla�. Avvicinarli all’uscita non � semplice. Parla solo una persona che si qualifica consulente dell’area scommesse e giochi. �Non garantisco per nessuno� premette, �ma mi viene difficile pensare che il direttore generale si faccia corrompere per ventimila euro�. Da qualche settimana, al primo piano dell’edificio, si � insediato il viceministro Vincenzo Visco. Colui che ha avuto da Tommaso Padoa Schioppa tutte le deleghe in materia di entrate. Ieri Visco ha insediato una commissione di inchiesta sul caso che coinvolge il numero uno dell’agenzia, Giorgio Tino e la dirigente dell’ufficio apparecchi da intrattenimento, Anna Maria Lucia Barbarito. I due che secondo l’inchiesta della procura di Potenza, avrebbero favorito il rilascio di 400 licenze (ai Monopoli sottolineano che la richiesta era per 4.500) al gestore messinese Rocco Migliardi in cambio di denaro, regali e la nomina di Tino a componente del consiglio di amministrazione della scuola nazionale del Cinema.

          La commissione sar� presieduta dal sottosegretario alle Finanze Alfiero Grandi. Anche lui diesse, e con l’ufficio a Piazza Mastai. Ne faranno parte un generale della Guardia di Finanza e tre esperti di diritto ed informatica. Obiettivo dell’inchiesta � capire se effettivamente ci sono state irregolarit� nelle autorizzazioni dei videogiochi. Visco ricorda di essere sempre stato contrario alla loro diffusione. E bolla l’inchiesta di questi giorni come �l’epilogo, anzi l’apologo dell’Italia berlusconiana�.

          Per ora il Tesoro non ha preso provvedimenti nei confronti dei due dirigenti. Tino, 59 anni da Avellino – il tam tam ministeriale lo indica come ex socialista poi passato ad An – � ancora in sella. Ma, dice Grandi, �non si pu� nemmeno aspettare la fine dell’inchiesta per fare chiarezza�. La macchina del Monopoli – 1.200 dipendenti, tre sedi a Roma e vari uffici regionali – � un serbatoio enorme di danaro per l’Erario. L’anno scorso l’incasso da giochi ha superato i dieci miliardi di euro. L’ultima riorganizzazione dell’agenzia ha concentrato in capo all’�Aams� tutto: giochi, scommesse, lotto, la vigilanza sui siti di scommesse on-line e i videogiochi dell’inchiesta potentina. Circa 187 mila macchine collegate grazie alla Sogei (la societ� informatica che si occupa in appalto della riscossione per il Tesoro) alla rete dei Monopoli.

            Avere le autorizzazioni � semplicissimo: basta un’autocertificazione e un nullaosta da parte degli uffici locali. Ci sono due tipi di macchine per le quali si pu� chiedere: le cosiddette �newslot� (la gran parte di quelle in circolazione) e i videogiochi in senso stretto. Con le prime si pu� vincere danaro legalmente. Si gioca al massimo un euro e vincerne cento. La schermata di gioco, per evitare assuefazione, pu� durare al massimo 4 secondi. Le altre, le macchine oggetto dell’inchiesta, non prevedono vincite legali. Ma, una volta avuta l’autorizzazione sono truccate e usate per le scommesse in tre modi diversi: o con un codice, che trasforma il gioco tradizionale in un videopoker. Oppure inserendo due schede; una legale, l’altra contenente il software del videopoker. Se poi il gestore non ha confidenza con i giocatori, usa un metodo pi� sofisticato: il gioco legale si trasforma in illegale dopo il primo livello. Le �newslot� sono sconsigliate da tutti i siti di scommesse. “Scommettereonline.com” le definisce �macchine mangiasoldi� con percentuali di pagamento �appena del 75%� contro il �95-96% delle slot machines e videpoker alle quali connettersi tranquillamente da casa�. Da febbraio di quest’anno molti di questi siti sono nella lista nera dei Monopoli pubblicata sul sito dell’Agenzia (www.aams.it). Dovrebbero essere inibiti, ma spesso il divieto � eluso.