Integrativo Coop Estense, si è aperto uno spiraglio

26/09/2002

 

 

 
FERRARA
giovedì 26 settembre 2002, SS. Cosma e Damiano
   
Integrativo Coop Estense,
si è aperto uno spiraglio

La Filcams attende con ansia e speranza l’incontro di oggi

m.p.

La vertenza sul contratto integrativo di Coop Estense, un tiramolla che va avanti da quasi tre anni, forse è giunta a un punto di svolta. Dopo la parentesi estiva (il 29 giugno c’è stato lo sciopero proclamato dalla sola Filcams-Cgil) il 2 e il 3 settembre la trattativa è ripresa a Roma; oggi e domani il confronto riprende a Ferrara all’Hotel de la Ville con la promessa reciproca di provare a smetterla di tirarci delle sassate. Alla vigilia di questo «tavolo ferrarese» la Filcams ha ritenuto fare il punto della situazione in un conferenza stampa tenuta dai segretari provinciali Roberto Zapparoli (Ferrara) e Giordano Fiorani (Modena) e dai coordinatori delle rsu aziendali Alberto Lazzarini (Ferrara) e Stefania Ferrari (Modena).
La rottura tra Filcams e Coop – ha ricordato Zapparoli – è avvenuta su una diversa impostazione del modello contrattuale. Il nodo principale della discordia riguardava e riguarda le 200 mila lire di salario integrativo, che la Coop vorrebbe legare a parametri di redditività per i nuovi assunti. Per la Filcams è invece inaccettabile introdurre un diverso trattamento tra vecchi e nuovi assunti e ha avanzato proposte alternative, per esempio che le 200 mila per i nuovi assunti vengano errogate nell’arco di 36 mesi. Zaparoli ribadisce che la soluzione emiliana (Modena e Ferrara) non può essere la stessa che vale per la Puglia, dove la redditività aziendale è per forza di cose più bassa e dove Coo Estense sta puntando su una strategia di sviluppo che il sindacato condivide e non vuole compromettere: «Ma noi diciamo che il giorno in cui la redditività sarà uguale, tutti dovranno avere l’identico trattamento».
La novità positiva registrata dalla Filcams riguarda il fatto che a Roma, per la prima volta, tali proposte non sono state bellamente ignorate ma vi è stata «la disponibilità ad ascoltare». La trattativa doveva proseguire, ma per consentire ai vertici sindacali nazionali di affrontare altre vertenze sono passate tre settimane, durante le quali si è chiuso il capitolo Coin e in proposito Zapparoli lancia un messaggio: «Salutiamo positivamente l’accordo di Coin perché in esso ci riconosciamo abbastanza».
Alla Filcams non sono piaciute le «lettere pilotate» con cui diversi lavoratori hanno sollecitato il sindacato ad aderire alla proposta aziendale e hanno replicato all’iniziativa raccogliendo già 1300 firme a sostegno delle loro tesi, firme che però rimangono lì, congelate, in attesa di vedere che succede oggi e domani.
Fiorani inserisce due rigidità: «le duecentomila noi le consideriamo un diritto acquisito»; «non siamo disponibili sull’ora settimanale di lavoro in più per i nuovi assunti». Dall’incontro di oggi Fiorani si aspetta che «venga approfondita la nostra proposta o che si cerchi una terza via, altrimenti poi si arriva a novembre e dicembre…». Non dice la parola sciopero, la fa solo aleggiare, poi rammenta la forza Filcams (1700/1800 iscritti su circa 3600 dipendenti) e infine spiega le intenzioni della Filcams: «Sia chiaro che qiuesta è una trattativa che vogliamo chiudere, che dopo 33 mesi va chiusa. Non ci aspettiamo di chiuderla domani, speriamo che prevalga il consenso».
Zapparoli insiste sul concetto: «Abbiamo grandi aspettative dopo i segnali del 2 e 3 settembre».
Ferrari avverte che le 1300 firme congelate sono «un segnale importante di cui l’azienda deve tenere conto».
Lazzarini guarda anche a Cisl e Uil, alla necessita di ristabilire rapporti unitari e sottolinea che a Roma Coop Estense ha detto a chiare lettere che «non vuole fare accordi separati», una frase rassicurante, che è piaciuta.


Lo sciopero proclamato dalla Filcams-Cgil il 29 giugno