Insolvenza per Tirrenia. Oggi decide il Tribunale

11/08/2010

Sempre più teso il clima intorno a Tirrenia. Oggi il tribunale diRoma dovrebbe pronunciarsi sullo stato di insolvenza richiesto dal commissario straordinario e mentre comincia a delinearsi un destino separato per la compagnia di navigazione e la sua controllata siciliana Siremar, i sindacati mettono in cantiere pesanti proteste. Comincia la Uiltrasporti che ieri ha deciso lo sciopero per i giorni 30 e 31, due date delicate, è proprio a fine mese che molte famiglie e passeggeri rientrano dalle ferie con i traghetti. Uno sciopero necessario dice la Uil che ignora le accuse di «irresponsabilità » che le
muove il Codacons, e con il leader Luigi Angeletti dice che «è matto chi vuol far fallire Tirrenia». GOVERNO ASSENTE Minaccia lo sciopero anche la Filt-Cgil, sarà in campo«se il governo non ci convoca» spiega il segretario Franco Nasso. Sono giorni che tutte le sigle sindacali chiedono al governo una sede di confronto e soprattutto chiarezza «altrimenti – dice – chiameremo i lavoratori ad azioni dure ed incisive». Secondo Nasso la dichiarazione di insolvenza «si poteva evitare se il governo avesse gestito la procedura di privatizzazione di Tirrenia con senso di responsabilità nell’interesse del Paese, della tutela del lavoro e degli utenti». Meno propensa a scioperare, la Fit-Cisl si associa alle altre sigle nel reclamare un incontro con il governo perché «è fondamentale mantenere l’unitarietà del contratto, la tutela dei 4000 posti di lavoro e un futuro stabile per tutti i lavoratori e per le prospettive della compagnia», spiega Claudio Claudiani. La convocazione in tribunale per la dichiarazione dello stato di insolvenza è attesa per oggi, l’ennesima puntata di una querelle che la settimana scorsa aveva visto Fintecna annullare la gara per la privatizzazione cui si era presentata la sola Mediterranea Holding,guidata dalla Regione Sicilia con il 37%. Ieri il presidente, Raffaele Lombardo ha annunciato ricorso in tutte le sedi, compresa la corte di giustizia europea. La privatizzazione, stando ai tempi dettati dalla Ue, deve concludersi entro settembre e, a quanto pare, prenderà la forma di uno spezzatino. Tirrenia e Siremar non marceranno più in blocco: per la siciliana si profila la stessa strada seguita per le «sorelle» regionali, potrebbe cioè essere data a titolo gratuito alla regione Sicilia, così come è accaduto per la toscana Toremar, per la Saremar in Sardegna e la Caremar in Campania. La privatizzazione della Toremar, peraltro, è l’unica al momento ad andare avanti anche se ci sarà un«piccolo slittamento nei tempi di invio» delle lettere di invito e delle buste contenenti il capitolato di gara, fanno sapere dalla Regione Toscana. Con la dichiarazione di insolvenza, per Tirrenia si ricalca il modello Alitalia: si crea una bad company su cui si scaricano tutti i debiti, pari a 520milioni di euro. In un’altra società, quella «buona» si trasferiscono invece tutti gli asset da vendere.