Inps, cresce il disavanzo atteso nel 2003

19/05/2003




              Domenica 18 Maggio 2003
              Inps, cresce il disavanzo atteso nel 2003


              ROMA – Il quadro macroeconomico del Paese si tinge di grigio e cambiano, in negativo, anche le previsioni dei conti previdenziali. Martedì all’esame del commissario dell’Inps, Gian Paolo Sassi, c’è la prima nota di variazione al bilancio preventivo 2003 dell’Istituto che sarà poi trasmessa al Consiglio di indirizzo e vigilanza per l’approvazione definitiva.
              Il documento segnala nel complesso un peggioramento di 475 milioni di euro: a fine anno – vi si legge – i conti dell’Istituto previdenziale faranno registrare un disavanzo di 757 milioni di euro rispetto ai 282 originariamente previsti.
              Il peggioramento si fa ancor più evidente se il risultato risultato economico di esercizio viene confrontato con quello previsto dal preventivo 2002, giunto alla quarta variazione, che evidenzia al contrario un avanzo di 2,2 miliardi. In pratica, rispetto alle previsioni ormai consolidate del 2002, quest’anno l’Inps perderà per strada qualcosa come 3 miliardi di euro. La prima nota di variazione alle previsioni Inps per il 2003 si è resa necessaria per due motivi. In primo luogo per il mutato scenario, rispetto al Documento di programmazione economica e finanziaria 2003-2006, del quadro tendenziale macroeconomico inserito nel settembre scorso nella Relazione previsionale programmatica per il 2003.
              Uno scenario più cupo che indica, fra l’altro, una crescita del Pil solo al 2,3% (-0,4 rispetto al Dpef) e una riduzione dell’occupazione complessiva dello 0,2 per cento. Numeri, poi, destinati con ogni probabilità a peggiorare ancora: e in questo caso l’Istituto previdenziale si troverà costretto a rivedere ancora al ribasso le previsioni.
              Il secondo motivo che ha reso necessaria la prima nota di variazione è invece costituito dalla Finanziaria per il 2003.
              Con quella legge (la 289/02) sono state fra l’altro disposte la soppressione dell’Inpdai (l’Istituto di previdenza dei dirigenti delle aziende industriali) e la sua confluenza nell’Inps, è stato alleggerito il divieto di cumulo tra la pensione e i redditi da lavoro ed è stata aumentata di 2,5 punti percentuali l’aliquota contributiva dovuta dai collaboratori coordinati e continuativi titolari di pensione diretta.
              Disposizioni, queste, che avranno un notevole impatto sui conti del più grande Istituto previdenziale italiano (si veda «Il Sole-24 Ore» di giovedì scorso). Infatti, analizzando le previsioni delle singole gestioni Inps, quella dei collaboratori coordinati e continuativi presenterà un ulteriore miglioramento: rispetto alle previsioni originarie (3,5 miliardi), quest’anno chiuderà con un avanzo di 3,8 miliardi di euro, portando la situazione patrimoniale a 18,6 miliardi.
              Il Fondo dei lavoratori dipendenti, al contrario, presenterà un saldo negativo di 5 miliardi e 758 milioni di euro, per un peggioramento, rispetto al preventivo originario, di 594 milioni di euro: a fronte di 81,9 miliardi di entrate (78,1 nel bilancio preventivo originario), sono previste uscite complessive per 87,7 miliardi (83,2 nelle previsioni originarie) che porteranno il passivo netto patrimoniale del Fondo dei dipendenti a quota 122,2 miliardi (rispetto ai 121,6 inizialmente previsti). Grazie ai contributi per i dirigenti delle aziende industriali, invece, le entrate contributive ammonteranno a 70,7 miliardi di euro, per un incremento, rispetto alla valutazione precedente, di 3,2 miliardi. Ma non basterà: la spesa per prestazioni è stata infatti rideterminata in 83,9 miliardi a fronte dei 79,8 previsti dalle valutazioni originarie. In peggioramento anche le gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.
              Quella degli artigiani, in particolare, presenterà un disavanzo di 1 miliardo e 745 milioni di euro, in netto aumento rispetto ai -1.365 milioni di euro del preventivo 2002 aggiornato. Stessa cosa per la gestione previdenziale dei commercianti, che chiuderà il 2003 – in base alla nota di variazione – con un passivo di 524 milioni di euro (100 quello previsto dal preventivo aggiornato per il 2002).

              MARCO PERUZZI