Inps: 70 euro ai pensionati ma è il conguaglio di fine anno

25/11/2003


MARTEDÌ 25 NOVEMBRE 2003

 
 
Pagina 29 – Economia
 
 

Inps: 70 euro ai pensionati ma è il conguaglio di fine anno
          Spiegato l´aumento in tredicesima annunciato da Tremonti.
          Cgil: persi 186 euro per il fiscal drag

          Pezzotta su Solbes: "Stia calmo, siamo già intervenuti tre volte sulla previdenza"
          Follini contro il voto di fiducia sulla riforma. Alemanno: "Adesso si convochi il sindacato"

          RICCARDO DE GENNARO

      ROMA – L´aumento previsto nelle tredicesime dei pensionati sarà in media di 70 euro. La stima è dell´Inps, che valuta il costo complessivo dell´operazione per le casse dello Stato in 700 milioni di euro. L´incremento è la conseguenza dell´applicazione del primo modulo della riforma fiscale, che amplia la «no tax area», ma non sarà un «regalo». Al contrario di alcune interpretazioni circolate a ridosso dell´annuncio di una «buona sorpresa» da parte del ministro Tremonti circa un presunto allineamento delle deduzioni fiscali dei pensionati rispetto a quelle dei lavoratori dipendenti, il suddetto «bonus» non è altro che un conguaglio di fine anno determinato dal nuovo meccanismo di calcolo delle nuove aliquote su 13 anziché 12 mesi.
      Secondo i calcoli dei tecnici dell´Inps, i pensionati che hanno un imponibile di 8mila euro avranno un aumento di 110 euro (+24% sulla tredicesima del 2002), quelli con 13mila euro di imponibile troveranno 120 euro in più (+17%). Di qui l´aumento cala con l´aumentare dell´imponibile: i pensionati con un imponibile di 23.600 euro avranno 57 euro in più, pari al 4,5 per cento. I sindacati, che nei giorni scorsi hanno immediatamente parlato di «bluff del ministro Tremonti», confermano: «I tecnici dell´Inps – dice Beniamino Lapadula, Cgil – hanno sciolto ogni dubbio: Tremonti non è un generoso Babbo Natale, ma un´arcigna Befana. I pensionati prenderanno mediamente 70 euro in più sulla tredicesima perché ne hanno ricevuti sei in meno per ognuno dei 12 mesi dell´anno». Insomma, il «regalo» del governo è solo il rimborso tardivo di deduzioni fiscali dovute. Secondo le stime della Cgil, anzi, «la mancata restituzione del fiscal drag ha fatto perdere mediamente a ciascun pensionato 186 euro nel 2003». All´attacco del governo anche l´ex ministro Tiziano Treu, Margherita: «Quella di Tremonti era la solita bufala pubblicitaria. Spacciava come gratifica natalizia il conguaglio di pochi euro dovuto da tempo. Negli ultimi anni, al posto dei regali, sono arrivati dei tagli: non si restituisce ai lavoratori e ai pensionati il fiscal drag, cioè la perdita del potere di acquisto che deriva dall´inflazione».
      Prosegue, intanto, la polemica sulle pensioni. Al contrario di Tremonti, Follini (Udc) ritiene che sulla riforma «non si arriverà alla fiducia». Il ministro Alemanno (An) torna intanto a chiedere al presidente del Consiglio di convocare i sindacati, i quali stanno predisponendo una proposta di riforma complessiva del Welfare, che dovrebbe essere presentata dopo il 6 dicembre, giorno della manifestazione nazionale a Roma contro la Finanziaria e la riforma previdenziale: «Non c´è fretta», dicono i sindacati. Maroni, viceversa, vuole accelerare i tempi dell´approvazione della riforma per arrivare al traguardo prima del 31 dicembre. Il ministro, che è convinto di farcela senza la fiducia, oggi dovrebbe partecipare a una riunione di maggioranza della commissione Lavoro in Senato per «stabilire tempi e modi del percorso parlamentare a Palazzo Madama». Nel frattempo, ieri a Bruxelles, il segretario Cisl, Pezzotta, ha invitato il commissario Solbes a «stare calmo sulle pensioni» e gli ha ricordato che «in Italia sono già state fatte tre riforme e i conti sono in ordine».