“Inps 2″ Una chance in più per monitorare mercato e stipendi (G.Cazzola)

31/03/2005
    giovedì 31 marzo 2005

    sezione: NORME E TRIBUTI – pagina 21

    Una chance in più per monitorare mercato e stipendi

      di Giuliano Cazzola

      Con l’istituzione presso l’Inps del casellario centrale delle posizioni previdenziali attive (che amministrerà la relativa Anagrafe generale) giunge in porto un pezzo importante della riforma pensionistica. Si tratta del secondo tassello per l’attuazione del riordino, visto che solo la regolamentazione dell’incentivo al rinvio del pensionamento di anzianità è giunta in porto, mentre la parte più rilevante dei decreti delegati (tra cui la questione del conferimento del Tfr alle forme di previdenza complementare) non ha ancora trovato, per tante ragioni, una definizione compiuta e condivisa.

      Il casellario dei lavoratori attivi dovrà rappresentare (alle scadenze previste) « la sequenza temporale delle posizioni assicurative » riguardanti il singolo iscritto, « consentendo di allestire quadri informativi relativi ai contribuenti, alle posizioni silenti e ad altre informazioni utili per l’attività di analisi e previsione »: una funzione, questa, rivolta a combattere l’evasione contributiva, ma anche a migliorare il servizio in favore dell’utente, il quale acquisirà, a regime, il diritto di ricevere l’estratto conto integrato (dal quale risulti evidenziata la propria storia assicurativa) oltre alla facoltà di accedere ai dati che lo riguardano.

      Ma il tratto più innovativo del provvedimento riguarda il progetto di sinergia (mediante la presentazione di rapporti periodici) con l’analisi e il monitoraggio delle dinamiche del mercato del lavoro e dell’andamento delle retribuzioni di fatto (un dato che ora sfugge alle statistiche), ai fini non solo di migliori controlli incrociati e accertamenti fiscali, ma anche di una più adeguata comprensione e valutazione delle performance e dei trend dell’occupazione. Il decreto sembra, altresì, tener conto dell’esperienza compiuta dall’Inps nella gestione, ormai da alcuni anni, del casellario dei pensionati.

      Grazie alle tecnologie disponibili non è difficile, infatti, impiantare delle banche dati efficienti. Nessun sistema di software, però, è capace di " fabbricare" informazioni se esse non sono fornite (e in tempo) da coloro che le detengono. Non è un mistero, invece, che da parte di molte amministrazioni pubbliche vengono trasferiti con ritardo all’Inpdap i tabulati riguardanti i trattamenti pensionistici dei loro dipendenti. Il che non consente— nonostante i passi in avanti compiuti— il puntuale aggiornamento dell’archivio del casellario dei pensionati. Ma la situazione più seria, nel pubblico impiego, è quella del trasferimento delle posizioni degli attivi, che continuano a restare in larga misura presso le amministrazioni di appartenenza, nonostante l’Ente previdenziale ne abbia sollecitato ripetutamente (ma inutilmente) la trasmissione.

      Il decreto interministeriale, pertanto, ha affrontato questo problema con tre diverse modalità: in primo luogo, ha indicato una sequenza temporale, organizzata secondo alcune fasi precise, per dar corso ai diversi adempimenti e comunicazioni cui sono tenuti gli enti e le amministrazioni; in secondo luogo, la governance del casellario degli attivi è affidata a una commissione, esterna all’Inps, di nomina ministeriale; infine, è prevista una normativa specifica per l’Inpdap e viene individuata la figura del referente unico per la trasmissione dei dati presso tutte le amministrazioni pubbliche.

        Mancano, però, sanzioni per i purtroppo frequenti casi di inadempimento: l’esperienza insegna, infatti, che molte delle difficoltà incontrate nell’avvio del processo d’informatizzazione dell’Inpdap sono derivate proprio dalla impossibilità di reperire i dati riguardanti le posizioni degli iscritti. Sarebbe stato il caso, allora, di prevedere, quanto meno, la nomina di commissari ad acta, incaricati di sbloccare situazioni incancrenite da anni di " gride" disattese.