«Ingiusto che pochi lavoratori decidano per tutti»

19/04/2011


La Fisascat contro il referendum della Filcams sul nuovo contratto del commercio: buon accordo

COMO – «Non ha senso pensare di dare a pochi lavoratori, non più del 10% del totale, il compito di decidere sul contratto da applicare a tutti gli esclusi dalla consultazione in corso». A pensarla così è il segretario generale Fisascat Cisl Como, Antonio Mastroberti che, proprio nella settimana in cui la Filcams Cgil ha indetto un referendum tra i lavoratpri del comparto terziariocommerciale per farli esprimere sul nuovo contratto nazionale, boccia senza
appello l`iniziativa dei colleghi della Cgil. Il contratto nazionale del commercio è stato sottoscritto a inizio aprile soltanto da Uiltusc Uil e Fisascat Cisl. All`appello manca la Filcams Cgil che, contraria a priori al testo licenziato dagli altri due sindacati, ha organizzato appositi seggi direttamente nei luoghi di lavoro per chiedere ai lavoratori di esprimersi nel merito. Iniziato ieri, il referendum proseguirà fino a sabato nei principali ipermercati lariani. Per i dipendenti dei negozi di vicinato meno sindacalizzati, invece, è stata allestita un`urna nella sede di via Italia Libera.
Sul tema, ovviamente, c`è maretta tra i tre sindacati. «Il contratto – afferma Mastroberti – è figlio di un tempo in cui i consumi sono ridotti e le grandi catene affrontano momenti difficili. Non a caso, le prime assemblee in cui abbiamo discusso il testo hanno dato esiti positivi». Il primo tema da affrontare è di natura strettamente economica. «Se è vero che l`aumento previsto è di 86 euro, è altrettanto vero che, spalmato su 14 mensilità, equivale a un valore reale attorno a 95-100 euro, in linea, quindi, con quanto firmato dalla stessa Cgil per l`industria». C`è, poi, un «bonus di garanzia, da 100 euro in su, per le piccole realtà che non attuano accordi aziendali». Tra i nodi da risolvere, la questione della malattia: «Il nuovo contratto – continua – non penalizza la vera malattia, ma quei comportamenti poco virtuosi che, mediamente, abbassano la produttività rispetto agli altri paesi europei. Non a caso, non c`è alcuna conseguenza per i ricoveri ospedalieri, i day-hospital, le patologie salvavita e, in generale, le questioni serie. Si vuole incidere, invece, sull`assenteismo dovuto agli abusi». Fondamentale, il tema della rappresentatività: «Nel settore commerciale ci sono quasi 3milioni di lavoratori, dei quali soltanto 250-300mila lavorano nella grande distribuzione.
Che valore potrebbe avere un referendum – conclude – se lo stesso, in pratica, coinvolge solo questa minima parte dei lavortori.