Informazione a senso unico

01/10/2003



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01.10.2003
documento Cgil, Cisl, UilInformazione
a senso unico


MILANO Epifani, Pezzotta e Angeletti, in una dichiarazione congiunta, replicano al messaggio televisivo di Berlusconi e mettono in chiaro che le scelte del governo su Finanziaria e riforma del
sistema previdenziale, ribadite l’altra sera, «non sono da noi condivise in quanto drammatizzano il problema della previdenza e non corrispondono alla verità. Non c’è nessuna emergenza previdenziale, il nostro sistema è in equilibrio ed è tra i più
sostenibili in Europa».
I tre leader sindacali fanno anche sapere che le 4 ore di sciopero generale del 24 ottobre segneranno «l’avvio di una mobilitazione che durerà tutto il tempo necessario per contrastare e modificare» le scelte del governo. Inoltre, la segreteria unitaria di sabato coinci
derà con la manifestazione indetta nel pomeriggio dalla Ces, la Confederazione europea di sindacati. La manifestazione «sarà la prima occasione per mobilitarsi contro le scelte del governo e ristabilire quale verità che si tende ad occultare con un’informazione a senso unico. Anche per questo – si ribadisce nella dichiarazione congiunta – a giudizio dei tre segretari generali, si rende necessaria
la trasmissione in diretta della manifestazione».
«Le scelte del governo – si legge ancora – sono dettate unicamente dal bisogno di coprire la propria incapacità di rispettare una corretta politica di finanza pubblica». E a pagare gli errori sono i lavoratori. «Le scelte del governo – continua la dichiarazione – portano infatti a un innalzamento obbligatorio dell’età di pensionamento, ignorando
tutte le ragioni che rendono, invece, necessaria una forma più flessibile e volontaria di scelta da parte dei lavoratori, soprattutto se si pensa a quelle forme di lavoro più faticose, dure e usuranti.
Le scelte del governo intendono inoltre scardinare l’età di pensionamento flessibile, prevista dalla riforma Dini. Tutto ciò è aggravato dalle decisioni che le aziende operano di liberarsi di
lavoratori che già a 50 anni vengono considerati vecchi e inutilizzabili per le attività produttive».
«Il percorso proposto dalle organizzazioni sindacali – si legge ancora – resta, invece, quello più valido e più equo: garantire la possibilità di costruire una previdenza integrativa per tutti i lavoratori; intervenire per correggere le immotivate differenze delle aliquote contributive fra tutti i lavoratori e per arrivare alla verifica del sistema previdenziale
nel 2005, già prevista dalla riforma Dini».
«I tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil -continua la nota – chiedono a tutti i lavoratori, ai giovani, ai pensionati, di mobilitarsi in difesa di
un sistema che non va stravolto, pena l’acuirsi di tensioni nel mondo del lavoro, proprio mentre permangono inaccettabili privilegi e l’assenza di un disegno organico di riforma degli ammortizzatori
sociali. La stessa decontribuzione, prevista dalla delega, mette a rischio per il futuro il pagamento delle pensioni in essere. Anche le imprese devono riflettere, perchè il sistema proposto dal governo
delinea una rigidità che contrasta con una corretta flessibilità nell’uso della forza lavoro».