“Info&Cult” Panariello e il canto presidenziale (G. Barlozzetti)

04/11/2003

ItaliaOggi (Marketing)
Numero
261, pag. 17 del 4/11/2003
di Guido Barlozzetti

Notizie dalla tv

Panariello e il canto presidenziale

E Mariano Apicella irruppe nel Panariello Show con il suo canto presidenziale. Da anni si discute sui rapporti televisivi tra informazione e intrattenimento, informazione e politica, show e news. Ebbene, in Torno sabato, si sfoglia un altro capitolo dell’annosa e tormentosa quaestio. Sale, infatti, sul palco il posteggiatore: non colui che aiuta il conducente a parcheggiare l’autovettura, ma colui che con chitarra e voce accompagna il desinare al ristorante, possibilmente di palati illustri e doviziosamente remunerativi.

Da mesi la grancassa mediatica ci aveva spiegato che negli angoletti di qualche giornata il presidente Berlusconi trova il tempo di vergare qualche ritornello per le arie composte da un menestrello di fiducia. E, poi, ci aveva annunciato l’imminente uscita di un compact disc in cui le note di Apicella si sarebbero felicemente accompagnate alle amene parole presidenziali. E ora, il parto è avvenuto e ha trovato la ribalta per il battesimo nello show principe del sabato sera.

Quando si dice il contesto! Come prescindere, infatti, dall’antefatto e dalla complessiva situazione istituzional-canora nel seguire il duetto tra Mariano e Giorgio? No, inevitabilmente, quello non era soltanto un virtuoso posteggiatore, era anche il posteggiatore di… E questa cornice ha fatalmente risucchiato il piccolo schermo e ha anche circoscritto lo spazio di Panariello. Che, per un verso, è avanzato circospetto, cauto e sommamente prudente, come si addice doverosamente a chi deve attraversare un campo minato. Per l’altro, ha cercato di sfoggiare tutto il repertorio di ammiccamenti e allusioni, pause e indirette complicità, che gli consentissero di giocare con l’ombra del grande assente.

Ma quando scrive? Ma dove scrive? E quando cantate? Insomma, un numero del varietà televisivo, in una prima serata dedicata al sollazzo e alla battuta, diventa un esercizio di equilibrismo tra politica e spettacolo, tra la curiosità guascona di un comico e lo sberleffo che potrebbe tracimare, tra il rispetto per un ospite e il filo delicato che lo porta lontano, fuori dallo studio televisivo, in qualche villa della Sardegna e in serate che, certamente, non possono e non devono essere gratificate dal voyeurismo di milioni di spettatori. Ecco, forse il fascino morboso e tutto televisivo del piccolo match di sabato è stato proprio questo rinviare ad altro: stavamo lì a vedere, sapendo che la vera scena, quella invisibile e irraggiungibile, stava da un’altra parte. Quello che rende così intrigante il passaggio di Mariano Apicella a Torno sabato è proprio questa fessura che si è aperta nella convenzione televisiva: il tele-intrattenimento presidenziale.