“Info&Cult” Br, il nuovo serial tv (G.Barlozzetti)

06/11/2003

ItaliaOggi (Media e Pubblicità)
Numero
263, pag. 23 del 6/11/2003
di Guido Barlozzetti

Notizie dalla tv

Br, il nuovo serial tv

Un’altra linea info-seriale si sta imponendo nei Tg. Dopo mesi e mesi passati a Baghdad e dintorni, con l’illusione della guerra archiviata e, poi, il diagramma quotidiano dei marines abbattuti dalla guerriglia, il primo piano del video viene stabilmente occupato dai terroristi nostrani e dalla battaglia che si combatte fra lo stato e l’eversione. Dal buio della clandestinità o dell’anonima normalità escono i volti degli ultimi epigoni delle Brigate Rosse. La televisione ce li fa vedere. Immagini fuggevoli, catturate all’uscita da una questura o scendendo da un’auto della polizia. E un’icona che ormai appare obbligatoriamente in qualunque notiziario: la foto di Nadia Desdemona Lioce, ovverosia il filo di Arianna nel labirinto del terrorismo, che si va srotolando da un notiziario all’altro. Ieri questa serie si è intersecata con un’altra: quella dei pacchi-bomba che di tanto in tanto vengono recapitati in portierati postal-istituzionali. Tutti i Tg iniziano con la notizia che a Roma un maresciallo dei carabinieri è stato gravemente ferito dall’apertura di una posta esplosiva. La sceneggiatura del racconto è più o meno la stessa in tutte le testate. Si comincia con il resoconto del fatto, con le telecamere che cercano di riprendere quello che possono: davanti a loro, un grande telo bianco viene calato in modo da celare l’ingresso della caserma, ma non al punto da occultare le macchie del sangue che lo scoppio ha fatto cadere sul pavimento. Si tenta anche una prima interpretazione e il cerchio dei colpevoli si va a restringere per tutti sui gruppi anarco-insurrezionalisti. Nessuno si avventura oltre e, tanto meno, prova a entrare nel codice cifrato della sigla. Quindi, si passa all’ospedale. Domanda obbligatoria: come sta il maresciallo? Ce la farà a non restare mutilato? A rispondere sfilano davanti all’obiettivo chirurghi e primari, dottori e dottoresse, che via via precisano il bollettino. A questo punto, i Tg abbandonano il terreno della cronaca e si concentrano sull’indagine di cui protagonista indiscusso è il ministro degli interni Pisanu. Infine, immancabilmente, arrivano le reazioni. Tocca al pastone delle dichiarazioni degli esponenti di maggioranza e minoranza, naturalmente con un supebilancino variamente usato a seconda della temperatura del notiziario. In seconda serata, l’attentato campeggia nella puntata di Porta a porta, dove Vespa ha approntato un grande pannello con i tre livelli concentrici attraverso cui si organizzerebbe la lotta armata. È lì che va in onda lo sketch delle poltrone. Sullo schieramento di sinistra del parlamentino dello studio, aspra infatti è la discussione, con il sindacalista Bernocchi che, fiancheggiato da Bertinotti, attacca a muso duro e ad altissimo volume il diessino Brutti. Il quale, quasi travolto dalla piena della polemica, annuncia di voler cambiare posto e compagnia. Indietreggia ma è costretto a restare lì. Mentre il fronte opposto si può permettere, gongolante, il silenzio.