Inflazione stabile in ottobre

21/10/2003



      Martedí 21 Ottobre 2003

      Osservatorio economico


      Inflazione stabile in ottobre


      MILANO – L’inflazione italiana è rimasta alta anche in ottobre, spinta soprattutto dai prezzi degli alimentari freschi, per i quali sono stimati rincari vicini al 4 per cento. Sono ancora le conseguenze della siccità del periodo estivo, dicono gli analisti, i quali sottolineano, comunque, che le tensioni sono provenute anche dai prodotti energetici e dalla forte stagionalità che caratterizza il periodo di alcuni settori, quali scuola, abbigliamento e – in concomitanza con la rilevazione trimestrale – gli affitti. Dal consensus organizzato da Il Sole 24-Ore Radiocor tra venti analisti e uffici studi emerge che dal 15 settembre al 15 ottobre i prezzi al consumo nel nostro Paese sono cresciuti dello 0,2% congiunturale e del 2,8% tendenziale, lo stesso ritmo del mese precedente. Se dalle città campione che dirameranno i dati mercoledì prossimo emergerà una piccola contrazione su base annua, e sarebbe la prima dopo otto mesi di rialzi consecutivi, sarà solo – precisano gli esperti – per un diverso calcolo dei decimali e perchè è stato sottovalutato l’effetto base favorevole. In ogni caso il caro-vita in Italia, percepito o non percepito, si conferma più alto della media osservata in Europa.Il dato è molto atteso poichè, assieme a quelli dei Laender tedeschi che saranno resi noti in questi giorni e per i quali è attesa una contrazione media dello 0,2% mensile (-0,1% in settembre) all’1% annuo (1,1%), contribuirà a dare un’idea sull’indirizzo che hanno assunto i prezzi in questo periodo e, quindi, su come questo influirà sulla politica monetaria della Bce. Da rilevare che la Banca centrale europea per i "12" ha un target «sotto ma vicino il 2%» e che l’inflazione non scende sotto questo valore dalla scorso luglio (2,1% sia in agosto sia in settembre) anche a causa del "contributo" del dato italiano. Tornando al dato di ottobre, molti analisti valutano in modo diverso l’incidenza che ha avuto a valle il rincaro di oltre il 15% registrato dal petrolio, passato dai 26 dollari di metà settembre ai circa 30 dollari di metà ottobre. Giuseppe Maraffino di TradingLab (Ubm) ritiene che «parte di questo aumento sia compensato dal rafforzamento dell’euro sul dollaro, ma gli effetti rialzisti sui prezzi nel comparto trasporti e prodotti energetici saranno comunque evidenti». La stabilità dei prezzi prevista dall’istituto Ref, spiega Ilaria Piemonte, «incorpora una decisa riduzione dei prezzi del comparto energetico (-1% mensile). Il comparto – sottolinea – beneficia della riduzione della tariffa per l’energia elettrica (-1,4%), mentre è rimasta invariata la tariffa per il gas».

      FERNANDO MANCINI