Inflazione stabile in aprile

30/04/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Primo Piano
Numero 103, pag. 3 del 30/4/2004
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Inflazione stabile in aprile
 
 
Inflazione stabile nel mese di aprile. Secondo le prime indicazioni Istat, sulla base delle città campione italiane, l’indice dei prezzi dovrebbe essere salito dello 0,2% mensile e del 2,3% anno, contro gli aumenti dello 0,3 e del 2,3% registrati a marzo. I dati definitivi saranno pubblicati il 14 maggio dall’Istituto di statistica, ma intanto serpeggia preoccupazione tra sindacati e rappresentanti dei consumatori.

Secondo Raffaele Bonanni, segretario confederale della Cisl, l’inflazione italiana continua a essere ´troppo alta rispetto agli altri paesi europei’ e il governo dovrebbe intervenire, ´defiscalizzando il prezzo dei carburanti che incidono per il 70%, e bloccando gli aumenti programmati sulle fatture del terzo bimestre dell’elettricità per arrivare sotto il 3% di deficit, come l’Europa chiede’, precisa Bonanni. Proprio al caro benzina, Confesercenti associa un’inflazione in crescita, ´nonostante la frenata dei prezzi in altri comparti, a cominciare da quelli alimentare e dell’abbigliamento’. Confesercenti, giudica quindi ´inutile’ lo sforzo degli esercenti di assorbire gli aumenti dei prezzi alla produzione in marzo.

Il centro studi Confcommercio parla invece di ´segnali positivi’ sulle prospettive di un rientro dell’inflazione, ´che dovrebbe convergere senza difficoltà verso la media europea perché’, fanno sapere, ´la componente alimentare è in rallentamento da febbraio e si ipotizza un raffreddamento delle tensioni sui corsi delle materie prime petrolifere’.

Sul lato opposto, Intesa consumatori giudica invece ´vergognoso’ il dato secondo cui l’inflazione sarebbe stabile al 2,3%. ´Mentre il prezzo della benzina e le tariffe rc auto crescono in maniera costante e il carovita attanaglia le famiglie’, proseguono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, ´c’è chi vorrebbe farci credere che la situazione è stabile e positiva’. ´L’emergenza’, conclude l’Intesa, ´non è più costituita solo dal carovita, ma anche da chi tenta di gettare acqua sul fuoco edulcorando una realtà purtroppo assai amara’.

Più ottimisti gli analisti, secondo cui l’andamento ´è in linea con le aspettative ed è dovuto sostanzialmente al settore petrolifero’, per cui l’aumento dei prezzi si attesterà al 2,3% anche a fine anno, ma potrebbe arrivare anche al 2,2%.