Inflazione stabile al 2,6%

24/07/2003




        Giovedí 24 Luglio 2003



        Inflazione stabile al 2,6%

        Secondo le città campione luglio dovrebbe confermare il dato di giugno


        ROMA – In attesa che l’effetto siccità si faccia sentire, l’inflazione sembra essersi fermata. In luglio infatti è stato sufficiente un aumento mensile contenuto nello 0,2% per bloccare il tasso tendenziale annuo sul 2,6%, come in giugno.
        Sono queste le indicazioni che si ricavano dalle prime anticipazioni delle grandi città sull’andamento dei prezzi al consumo nel mese in corso. L’incremento è molto contenuto e potrebbe addirittura risultare più modesto quando si completerà il quadro con i dati delle altre città, perché tanto lo 0,2% mensile quanto il 2,6% annuo sono a ridosso della soglia di arrotondamento e quindi basterebbe poco per determinare un aggiustamento di un decimale al rialzo o – come è molto più probabile – al ribasso.
        Il risultato di luglio appare comunque fin d’ora allineato a quello dello stesso mese dell’anno passato: i rincari degli alimentari si sono rivelati meno sostenuti di quanto si era temuto e sicuramente non tali da far presagire un’impennata. Piuttosto, come nei mesi precedenti, sono stati i listini di alberghi, ristoranti e pubblici esercizi a tenere accese le braci dell’inflazione, che comincia a doversi guardare anche dal ritorno alla crescita dei prezzi dei carburanti. Praticamente ferme invece le spese per la salute e quelle per l’istruzione. I dati sulle città campione non convincono però le associazioni dei consumatori: in una nota Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc definiscono il 2,6% emerso ieri «un’inflazione bugiarda» e tornano a ipotizzare «un nuovo sciopero della spesa a settembre». Valtuazioni contrastanti sul fronte del commercio – per Confcommercio i dati delle città campione «smentiscono l’allarmismo» mentre per Confesercenti «il rientro dell’inflazione è più lento delle attese» – mentre il ministro delle Politiche agricole, Giovanni Alemanno, annuncia per la prossma settimana «la presentazione di un disciplinare concordato con le organizzazioni degli agricoltori e dei commercianti per affievolire le tensioni sui prezzi, soprattutto sul fresco». Le anticipazioni diffuse ieri dalle grandi città dovranno essere convalidate dalle stime ufficiali, che verranno rilasciate dall’Istat alla fine del mese (il 30 luglio).
        Ci sarà poi la conferma definitiva del dato ufficiale, che sarà reso noto l’11 agosto. Se è vero che l’inflazione non sale, è altrettanto vero che non ha più la forza di scendere e che, superata la boa di metà anno, resta poco tempo per indirizzare il tasso annuo verso l’obiettivo minimo del 2% a fine 2003. Va aggiunto che dal quadro d’insieme sono assenti alcune città – come Roma – che hanno un peso non indifferente sulla dinamica dell’indice. L’aumento dei prezzi nei confronti di giugno si allinea sullo 0,2% in ben nove delle dodici città campione (Ancona, Torino, Venezia, Palermo, Milano, Trieste, Bologna, Perugia e Genova) e scende ancora più in basso a Napoli e Firenze (+0,1% in entrambe le città), per poi addirittura fermarsi a Bari, dove si è verificata una completa stazionarietà. Napoli, con il 3,5% su base annua, è l’unico capoluogo dove il costo della vita superi ancora il tetto del 3%, mentre Firenze, con l’1,8%, è la prima e la sola a scendere sotto il due per cento.

        ELIO PAGNOTTA