Inflazione sale confermando le stime

15/11/2005
    martedì 15 novembre 2005

    Pagina 7

    Pagina a cura
    di Bruno Mastragostino

      Secondo i dati Istat, a ottobre, l’indice dei prezzi è cresciuto del 2,2% rispetto allo scorso anno

        Inflazione sale confermando le stime

        Carovita accelerato dal comparto dell’energia (+12,5% a/a)

          Spinta da energia e spese per l’istruzione, dopo due mesi di stabilità, torna a crescere l’inflazione. A ottobre, secondo quanto ha fatto sapere l’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività è salito a 128 (base 1995=100), determinando un aumento congiunturale dello 0,2%. Tale variazione fa lievitare il tasso tendenziale a +2,2% dal 2% di settembre, come anticipato dalle stime Istat del 28 ottobre scorso. La crescita media degli ultimi 12 mesi è stata invece pari a +1,9%.

          A spingere sui prezzi, hanno spiegato i tecnici Istat, è sempre il comparto energia, salito in un mese del 2,4% e sull’anno del 12,5%, dando un contributo alla crescita del costo della vita di otto decimi di punto, circa un terzo del 2,2% complessivo. Non a caso tra i capitoli di spesa più ´caldi’, a ottobre, ci sono i trasporti e l’abitazione.

          Su base mensile i rincari maggiori arrivano da abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1,2%), istruzione (+1,2%), abbigliamento e calzature (+0,4%) e trasporti (+0,3%). Al contrario, hanno frenato la dinamica dei prezzi le diminuzioni rilevate nella ricreazione, spettacoli e cultura (-0,7%) e nei servizi ricettivi e di ristorazione (-0,3%).

          A livello annuo, l’aumento di prezzo più elevato si è avuto nelle bevande alcoliche e tabacchi, che hanno registrato un’impennata del 7,3%, quasi esclusivamente per le sigarette, il cui prezzo è stato ritoccato nei mesi scorsi, la crescita del capitolo calcolata senza tabacchi risulta invece pari al 2%. Tra le altre variazioni, appaiono sostenute quelle dei capitoli più soggetti ai rialzi del gas e del petrolio, quali abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+6,1%) e trasporti (+5,2%).

          Nello stesso tempo, proseguendo un andamento al ribasso in atto già da mesi, sono risultati in calo le comunicazioni (-4,2%) e i servizi sanitari e spese per la salute (-0,5%). In merito agli aumenti congiunturali rilevati nelle 20 città capoluogo di regione, l’Istat fa sapere che il costo della vita è salito maggiormente ad Ancona (+0,4%).

          A livello tendenziale, invece, l’inflazione è stata al di sopra della media in molte città e in special modo ad Aosta (+3,6%), Torino, Trieste (+2,7% ambedue) e Perugia (+2,6%), mentre si è mantenuta bassa soprattutto a Firenze (+1,5%) e L’Aquila (+1,8%). Secondo l’Istat, infine, l’inflazione calcolata con l’indice armonizzato europeo è cresciuta dello 0,6% congiunturale e del 2,6% tendenziale. L’indice per le famiglie di operai e impiegati, nella versione senza tabacchi, utile per aggiornare l’assegno di separazione del coniuge, l’equo canone e i valori monetari è salito a 126,1 (base 1995=100), con la variazione mensile allo 0,2% e annua al 2%. (riproduzione riservata)