Inflazione: l’impennata preoccupa imprese e sindacati

26/01/2001

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Venerdì 26 Gennaio 2001
italia – economia
—pageno—9


D’Amato: urgente recuperare competitività con riforme strutturali. Letta: siamo comunque in linea con l’Europa.
L’impennata preoccupa imprese e sindacati

MILANO «L’inflazione è salita perchè stiamo scontando da un lato il caro dollaro — ha sottolineato Antonio D’Amato, presidente di Confindustria — e, dall’altro, la straordinaria impennata di tutte le materie prime, le commodity, che da mesi si stanno registrando sui mercati internazionali». «Ora — ha proseguito — abbiamo bisogno di recuperare competitività per macinare l’inflazione più efficientemente e più rapidamente. È chiaro che quanto più il nostro Paese sarà in grado di abbassare i costi, risultando più competitivo, tanto più noi sapremo mantenere l’inflazione sotto controllo, recuperando e compensando, quindi, le spinte che vengono oggi dal caro-dollaro, dal caro-petrolio e dal caro-materie prime». «Non vi è dubbio — ha aggiunto D’Amato — che il nostro Paese abbia molto da fare sul piano del recupero di efficienza, sia sulla spesa corrente, sia sulla spesa sociale». Urgenti dunque riforme radicali per rilanciare la competitività «ma — ha precisato D’Amato — il confronto sulle riforme non è stato avviato per opposizione della Cgil, che ha impedito al Governo di intervenire». E il vicepresidente di Confindustria, Nicola Tognana, ha rimarcato la necessità di tenere alta la guardia: «Sè è la ripresa di un trend bisogna prendere velocemente dei provvedimenti per frenare questa ulteriore perdita di competitività con una accelerazione del processo di liberalizzazione».

Il Governo intanto è sceso in campo per gettare acqua sul fuoco. Per il ministro delle Finanze Ottaviano Del Turco sull’inflazione vi è «una preoccupazione eccessiva». L’impennata — aggiunge — dipende da vari fattori, molti dei quali non dipendono dal Governo, come il prezzo del petrolio. Questo non ci consente di considerare il dato di gennaio come un dato capace di cambiare le nostre previsioni sull’andamento dell’inflazione di quest’anno che rimangono quelle indicate nel Dpef». Il ministro dell’Industria Enrico Letta non nasconde le preoccupazioni ma ribadisce che la dinamica dei prezzi al consumo e sotto controllo e in linea con l’Europa. Per i consigliere economico di Palazzo Chigi, Paolo Onofri, si è determinata una combinazione degli aumenti delle tariffe previsti per il 2001 con un’intonazione «positiva» della domanda, dovuta probabilmente anche all’effetto-bonus fiscale che ha contribuito ad aumentare il reddito disponibile.

Tariffe nel mirino dei negozianti. «L’azione di contenimento dei prezzi, che ha visto finora impegnati in prima linea i commercianti, non è bastata a evitare un aumento dell’inflazione verso il 3% tendenziale, rendendo ancora più improbabile di centrare l’obiettivo fissato dal governo per il 2001 — ribatte la Confesercenti —. Fatta eccezione per gli effetti della mucca pazza, a determinare il dato di gennaio non è stata infatti tanto la crescita dei prezzi dei beni di consumo quanto quella dei servizi e delle tariffe».

«Si riconfermano i focolai di tensione all’interno del sistema dei prezzi italiano, che rischiano di diventare nel medio periodo una miscela esplosiva, anche per il possibile impatto sulla politica dei redditi» sostiene il Centro studi della Confcommercio, e denuncia «una politica di adeguamento dei prezzi di alcuni servizi di pubblica utilità non ancora in linea con gli obiettivi programmatici». A questo si aggiunge la possibilità «di una ripresa dei prezzi delle benzine». Il risultato è che «è sempre più difficile ipotizzare un rientro entro tempi rapidi dell’inflazione su valori inferiori al 2,5%». Inoltre, avverte Confcommercio, a marzo scadrà anche il blocco delle assicurazioni.

I sindacati sono sul piede di guerra. Per Savino Pezzotta, segretario generale Cisl, è a rischio la politica dei redditi. Walter Cerfeda (segretario confederale Cgil) sottolinea l’atteggiamento poco incisivo del Governo. Adriano Musi (segretario generale aggiunto Uil) ha chiesto interventi per bloccare le tariffe. Infine, è scontro aperto tra Sunia e Confedilizia sui ricari degli affitti immobiliari.

—firma—V.Ch.