Inflazione fredda a febbraio

17/03/2005
    giovedì 17 marzo 2005

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      Inflazione fredda a febbraio (+1,9%)

        Inflazione fredda a febbraio, ma sotto le ceneri il fuoco è tenuto vivo dalla bolletta energetica che pesa sia sui trasporti che sulle spese per la casa. A febbraio, secondo quanto fa sapere l’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività è salito a 126 (base 1995=100) con un aumento congiunturale dello 0,3%. Si tratta dell’incremento di maggior entità da marzo dello scorso anno, che però non ha influenzato il tasso tendenziale rimasto a +1,9%, lo stesso valore del mese precedente.
        La crescita media degli ultimi 12 mesi è risultata pari a +2,2%. L’inflazione è dunque ferma, ma i prezzi in effetti sono ancora saliti. Infatti la variazione annua di +1,9% è rimasta identica a gennaio grazie al confronto favorevole con quanto accaduto nello scorso anno, mentre lo 0,3% mensile è un segnale certamente negativo che rischia oltretutto di ripetersi, visto che i prezzi industriali sotto i colpi dei costi per l’energia da alcuni mesi appaiono in netta crescita.

          Rimanendo sui dati congiunturali, gli incrementi più consistenti sono stati rilevati nei beni e servizi vari (+0,7%) dovuto all’incremento dei servizi bancari per l’aumento dell’imposta di bollo sui conti correnti, nei mobili, articoli e servizi per la casa e nei servizi ricettivi e di ristorazione (entrambi +0,4%) e nei trasporti (+0,5%). In quest’ultimo capitolo l’impennata si deve ai carburanti, infatti il prezzo della benzina dopo il rallentamento segnato all’inizio dell’anno (-3,3% gennaio su dicembre) è tornato a crescere facendo registrare un aumento congiunturale del 2,6% e tendenziale del 7,6%, il gasolio invece sale dello 0,8% mensile e del 16,6% annuo. Sono completamente fermi l’istruzione e le bevande alcoliche e tabacchi, mentre in calo risultano le comunicazioni (-1%) dovuto in buona parte al -4,4% degli apparecchi telefonici e ricreazione, spettacoli e cultura (-0,3%).

            Rispetto a febbraio 2004, poi, gli incrementi maggiori sono stati registrati nelle bevande alcoliche e tabacchi (+10,6%) e nei trasporti (+4%), nell’abitazione, acqua, elettricità e combustibili. Scendono, al contrario, i costi delle comunicazioni (-6,2%), dei servizi sanitari e spese per la salute (-1,2%) e dei prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,4%) che contribuiscono a tenere a freno l’inflazione anche se si cominciano a ravvisare nuovi rialzi dei prezzi degli ortaggi che, nonostante rimangano in calo su base annua, hanno registrato un aumento del 2,1% rispetto al mese precedente. Tra le città l’Istat fa sapere che il costo della vita a febbraio è risultato maggiormente in aumento ad Aosta (+2,5%), Napoli (+2,4%) e Torino (+2,3%).

              L’inflazione calcolata con l’indice armonizzato europeo marca una variazione mensile di -0,1% annua di +2,1%. L’indice per le famiglie di operai e impiegati è, infine, salito a 124,3 (base 1995=100) con la variazione congiunturale allo 0,3% e quella annua all’1,6%. (riproduzione riservata)