Inflazione ferma a 2,4% in dicembre

21/12/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Nelle città campione aumento medio mensile dello 0,1% – Alimentari in tensione

    Inflazione ferma a 2,4% in dicembre
    Vincenzo Chierchia
    MILANO – L’inflazione a dicembre si avvia a restare sugli stessi livelli di novembre, secondo le stime delle città campione, contrariamente alle attese della vigilia, favorevoli a un ulteriore flessione della dinamica dei prezzi al consumo al di sotto del 2,4 per cento. L’inflazione a dicembre dovrebbe segnare infatti un aumento congiunturale dello 0,1% lasciando la variazione tendenziale al 2,4%, identica a quella del mese precedente. Il risultato, che delude le attese degli analisti di un ulteriore rallentamento, è legato all’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari che ha compensato la discesa di quelli dei prodotti energetici e delle comunicazioni. Secondo gli analisti, non sarebbe estraneo agli incrementi dei generi alimentari una sorta di effetto anticipato dell’arrotondamento dei prezzi dei prodotti di largo consumo nel passaggio dalla lira all’euro. Oltre a quello dei prodotti alimentari, si segnala un rialzo apprezzabile anche per i prezzi delle attività legate al tempo libero (ricreazione, spettacoli e cultura) che incorpora anche l’aumento del costo dei quotidiani e del biglietto del cinema. Calo generalizzato, invece, per i servizi sanitari e per le spese per la salute grazie al ribasso del costo dei medicinali. Fra le città campione, l’aumento congiunturale più elevato è stato rilevato a Palermo (+0,3%), seguono Venezia e Trieste con +0,2%. Nessuna variazione dei prezzi al consumo a livello congiunturale per Milano, Ancona, Perugia e Napoli. A livello tendenziale, la città dove i prezzi crescono di più a dicembre è Trieste (+2,9%), seguita da Torino e Venezia (2,6%). A Milano invece la dinamica dei prezzi al consumo è scesa al 2% su base tendenziale, il valore più basso da parecchi mesi. Nel capoluogo meneghino non sono poi mancate le curiosità come l’incremento record (+41% ne mese e +47% a livello tendenziale) delle trigliette, morselle per gli addetti ai lavori. Aumento sensibile anche per le patate (+23,8%). «I dati sui prezzi al consumo spazzano via i timori di quanti con infondato allarmismo avevano previsto consistenti aumenti di prezzi e tariffe in prossimità dell’arrivo dell’euro» afferma una nota della Confesercenti. «Le tendenze all’aumento che si registrano in alcuni comparti come l’alimentare – precisa Confesercenti – sono più il frutto del protrarsi degli effetti di mucca pazza sulla filiera complessiva della carne (latte e formaggi) e di una certa ripresa e della domanda, piuttosto che causati da improbabili arrotondamenti in un settore solo». Anche Confcommercio sgombra il campo dagli allarmismi. «In molte delle città il dato tendenziale evidenzia un ulteriore rallentamento» della dinamica dei prezzi al consumo sottolinea una nota di Confcommercio, «parte della dinamica è imputabile alla variazione dei prezzi dei quotidiani e dei biglietti aerei». Ulteriori rincari sono alle porte: per molte tariffe, come biglietti ferroviari, trasporti urbani in alcune città e canone Rai gli aumenti di gennaio sono già decisi. L’Isae getta infine acqua sul fuoco. Nel primo trimestre del 2002 – secondo l’Istituto di studi e analisi economica – è in arrivo una nuova discesa dell’inflazione fino al 2 per cento. In una nota, l’Isae vede «probabile che, dopo la battuta d’arresto di dicembre, il processo di disinflazione si consolidi nei prossimi mesi, seguendo la generale revisione al ribasso dei listini industriali». www.ilsole24ore.com/economia
    Venerdí 21 Dicembre 2001
 
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