Inflazione ferma a 1,9%

16/06/2005
    giovedì 16 giugno 2005

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    Secondo dati Istat, a maggio rispetto ad aprile, l’incremento è stato dello 0,3%.

      Inflazione ferma a 1,9% a/a

      Ma il carovita non si arresta, trainato dal petrolio

        di Bruno Mastragostino

          Inflazione inchiodata all’1,9% per il quinto mese consecutivo, ma a livello congiunturale con il petrolio sempre caro, la corsa dei prezzi non si ferma. Infatti a maggio, secondo quanto fa sapere l’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività è salito a 127 (base 1995=100), con un aumento congiunturale dello 0,3%. Un valore piuttosto alto che non spinge verso l’alto il tendenziale, che rimane appunto all’1,9%, solo grazie al confronto favorevole con quanto accaduto lo scorso anno. La crescita media degli ultimi 12 mesi risulta invece pari a +2,1%.

          Come accennato, la spinta maggiore sul costo della vita arriva dai prezzi dei prodotti energetici, che peraltro hanno effetti all’interno di diversi capitoli. Gli aumenti più sensibili, comunque, toccano proprio i trasporti (+0,7%), con la benzina che in un solo mese è salita dello 0,8% e sullo scorso anno del 9,6%. Dall’analisi per capitolo di spesa emergono poi a livello congiunturale rincari sopra la media anche nei mobili, articoli e servizi per la casa (+0,4%) e nei beni e servizi vari e nei servizi ricettivi e di ristorazione (ambedue +0,3%). Sono invece risultati in discesa per l’ennesima volta i costi delle comunicazioni (-0,4%). Rispetto a maggio 2004, prosegue l’Istituto di statistica, gli incrementi più sensibili sono stati registrati nelle bevande alcoliche e tabacchi (+5,4%), nell’abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,5%) e nei trasporti (+4,4%), mentre sono scesi i costi delle comunicazioni (-4,6%), dei servizi sanitari (-1,5) e dei prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,3%).

            In merito agli aumenti rilevati nelle 20 città capoluogo di regione, l’Istat fa sapere che il costo della vita a maggio, a livello congiunturale, è risultato stabile a Perugia e Cagliari, dove sono state riscontrate variazioni nulle, mentre le crescite più sensibili sono state rilevate a Campobasso (+0,7%), Aosta e Ancona (entrambe +0,5%). Su base annua i valori più bassi sono stati rilevati a Firenze (+1,3%), Milano (+1,6%) e Roma (+1,7%), i più alti ad Aosta (+3,1%), a Torino (+2,5%), Napoli e Venezia (ambedue +2,3%).

              L’Istat rende noto anche il dato dell’inflazione calcolata con l’indice armonizzato europeo: +0,3% congiunturale e +2,3% tendenziale. L’indice per le famiglie di operai e impiegati, nella versione senza tabacchi, utile per aggiornare l’assegno di separazione del coniuge, l’equo canone e i valori monetari in genere, è infine salito a 125,1 (base 1995=100) con la variazione mensile allo 0,2% e quella annua al +1,7%. (riproduzione riservata)