Inflazione, colpo di freno al 2,9%

21/03/2001

Il Sole 24 ORE.com



    Congiuntura
    Dalle rilevazioni delle prime città campione si profila a marzo una riduzione del tasso tendenziale dopo il picco del 3% di febbraio

    Inflazione, colpo di freno al 2,9%
    L’incremento su base mensile dovrebbe attestarsi sullo 0,2% – Si attenua l’effetto mucca pazza sugli alimentari
    Vincenzo Chierchia
    MILANO. L’inflazione rallenta il passo a marzo. Secondo le prime indicazioni dalle città campione (oggi il quadro sarà completato con Torino) si profila una crescita mensile dello 0,2% capace di far scendere il tasso tendenziale al 2,9% dal 3% di febbraio; il mese scorso era stata rilevata una crescita congiunturale dello 0,3% congiunturale. Le prime stime ufficiali Istat saranno diffuse il 30 marzo, mentre i dati definitivi saranno resi noti il 18 aprile.
    Si notano comunque alcune tendenze di fondo. Innanzitutto sembra in fase di rientro l’effetto mucca pazza sugli alimentari. Le carni alternative a quella bovina (polli e conigli) sono in ribasso un po’ ovunque. In lieve flessione anche i prezzi delle carni bovine, mentre restano elevati i prezzi dei suini e dei loro derivati.
    Tra le città in cui la dinamica inflazionistica relativa ai generi alimentari ha evidenziato un andamento più contenuto spiccano Bologna, che ha registrato una variazione congiunturale negativa dello 0,2% (lo scorso mese incremento dello 0,8%), e Napoli. Nel capoluogo campano, il capitolo di spesa ha registrato un incremento dello 0,3% mentre lo scorso mese la variazione congiunturale era stata dell’1,8 per cento.
    Stabili a marzo i prodotti energetici, che continuano a dare un effetto calmiere ai prezzi al consumo.I prezzi di questo comparto infatti hanno mostrato una variazione mensile nulla rispetto al +2,2% di marzo 2000 su marzo 1999. Contenuta invece la crescita dei prezzi dei prodotti non alimentari (auto, abbigliamento).
    Alcune tensioni rimangono, invece, su comparti come alberghi e pubblici esercizi. In evidenza il caso di Venezia, dove le tariffe degli alberghi e dei pubblici esercizi hanno evidenziato un incremento congiunturale del 2 per cento. Anche in altre città, tuttavia, i maggiori incrementi hanno riguardato questa voce: a Firenze l’aumento è stato dello 0,6%, inferiore solo a quello dei servizi sanitari che sono aumentati invece dello 0,8 per cento. Tensioni anche a Bari (+0,9% congiunturale), Genova (+0,4%) e Napoli (+0,2%).
    Gli incrementi maggiori dei prezzi sul piano mensile sono stati rilevati a Venezia (+0,5%), seguita da Firenze e Genova (+0,4%), gli aumenti minori invece sono stati registrati a Palermo e Bologna dove i valori sono rimasti invariati. Un +0,3% si è avuto ad Ancona, mentre a Perugia, Napoli e Trieste l’incremento è stato dello 0,2% e a Bari e Milano dello 0,1 per cento.
    Confcommercio rilancia l’allarme inflazione. Secondo il presidente Sergio Billè, il permanere di focolai di tensioni sui prezzi difficilmente permetterà di raggiungere nella media dell’anno in corso un tasso di crescita dell’inflazione inferiore al 2,6-2,7 per cento. I dati di marzo — sottolinea Confcommercio — confermano il permanere di un tasso d’inflazione su livelli prossimi al 3% e non possono non essere letti con una certa preoccupazione.
    «L’inflazione si conferma ben sopra il tasso programmato» denuncia il segretario confederale della Cisl, Raffaele Bonanni, che chiede di «mettere sotto gestione i punti più infuocati, come le tariffe, la benzina e i prezzi amministrati, per poter ritornare alla politica dei redditi, che è l’unica vera politica sociale ed economica per il Paese».
    Per fine 2001 il tasso tendenziale di inflazione dovrebbe attestarsi sul 2% secondo la previsione di Giampaolo Galli, direttore del Centro studi Confindustria, che condiziona però il risultato di fine anno all’andamento dei rinnovi contrattuali. Il leggero rallentamento di marzo, spiega ancora Galli, «è dovuto al fatto che si sono un po’ attenuate le tensioni sul petrolio.
    Infine, secondo la Confesercenti bisognerà aspettare ancora qualche mese perchè la discesa dei prezzi manifesti «una tendenza più marcata».
    Mercoledì 21 Marzo 2001
 
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