Industrie alimentari. Piattaforma unitaria per il rinnovo degli integrativi

19/10/2010

Definite le linee-guida per il rinnovo degli integrativi nell’industria alimentare. E anche in questo caso, come per l’accordo in Unicredit, si tratta di una piattaforma definita unitariamente dai sindacati. Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil hanno infatti varato le linee per la contrattazione di secondo livello nelle industrie alimentari, in previsione della scadenza di circa 1.000 contratti, perlopiù entro fine anno, che coinvolgono circa 430mila lavoratori in tutta Italia. Fai-Flai-Uila hanno innanzitutto l’obiettivo di diffondere la contrattazione integrativa anche alle aziende e alle realtà produttive che ne sono ancora sprovviste, circa il60%;di elaborare specifiche piattaforme in tutte le Regioni per le aziende artigiane e di distretto e di sito in comparti specifici come quello della trasformazione del pomodoro e della lavorazione delle carni; di ampliare gli interventi di welfare contrattuale come il Fondo sanitario integrativo, la cassa rischio vita e Alifond; di confermare la struttura degli accordi di gruppo, sia sulla parte normativa che su quella salariale. Nelle piattaforme per i rinnovi saranno contenute, inoltre, richieste che puntano al miglioramento dei sistemi di informazione e consultazione di gruppo; ad una maggiore tutela contrattuale degli stagionali e dei precari; alla diffusione di accordi sullo sviluppo professionale; ad una reale inclusione dei lavoratori migranti attraverso specifici programmi di formazione; ad aumenti salariali modulati, elevando gli importi del Premio ad obiettivi relativamente più bassi e valorizzando i risultati storicamente acquisiti. «Conla definizione delle linee-guida – dice la segretaria della Flai-Cgil Stefania Crogi – ci stiamo predisponendo ad affrontare la stagione dei rinnovi contrattuali di secondo livello con le stesse premesse con cui abbiamo affrontato quelli dei contratti nazionali, basate quindi su un forte rapporto unitario e sul comune obiettivo di consegnare ai lavoratori accordi migliorativi delle loro condizioni sia normative che salariali, puntando solo ed esclusivamente al merito delle cose».